Vibo Valentia ha ospitato il 30 marzo l’ultimo degli incontri provinciali con cui Casa Riformista – Italia Viva ha raggiunto tutte e cinque le province calabresi, registrando adesioni in ciascun territorio. Nel corso dell’appuntamento vibonese il Movimento Umanesimo Sociale ha ufficializzato l’ingresso nel partito, alla presenza della consigliera regionale della Calabria e segretaria regionale di Italia Viva, Filomena Greco, di Domenico Consoli, alla guida del movimento Umanesimo Sociale, e del segretario cittadino Domenico Condello, nominato per Vibo Valentia e i 14 comuni della conurbazione.
A spiegare le ragioni della scelta è stato lo stesso Consoli, che ha collocato l’adesione nel quadro del progetto politico avviato da Matteo Renzi. «Umanesimo Sociale — ha dichiarato — entra in Casa Riformista per avere rappresentanza all’interno di un progetto che punta a mettere insieme forze riformiste, liberali e moderate, offrendo uno spazio riconoscibile alle identità sociopolitiche affini, anche alla luce delle attuali regole del sistema elettorale».
Per Greco, l’ingresso del Movimento Umanesimo Sociale di Vibo è la conferma di un percorso già in atto da mesi in tutta la Calabria, dove il partito sta costruendo una presenza radicata e omogenea su tutto il territorio regionale. «Casa Riformista è aperta anche a soggetti come Umanesimo Sociale — ha detto —. Sono entrati in Casa Riformista Italia Viva e porteranno un grandissimo contributo. C’è una grande fetta della popolazione che non ha una “casa dei cittadini”, che non sa dove portare le proprie idee, dove confrontarsi. Troverà grande spazio in questo ambito moderato, riformista e liberale che è Casa Riformista – Italia Viva».
Nel corso del dibattito Greco ha affrontato, tra gli altri, il tema delle giovani generazioni e del diritto allo studio, un nodo che nella sua lettura non è separabile dalla questione più generale dello spopolamento e della perdita di capitale umano che la Calabria registra. Lo stesso 30 marzo, il Consiglio regionale della Calabria approvava all’unanimità la Proposta di Legge n. 9/13^ sul finanziamento strutturale del diritto allo studio universitario, una legge che Greco aveva co-firmato insieme ai colleghi della maggioranza con una motivazione che ha ripreso davanti alla platea vibonese. «Quando un provvedimento va nell’interesse dei calabresi — ha detto —, la provenienza politica non è una ragione per opporsi. Fare opposizione responsabile significa valutare il merito delle proposte».
Dal pubblico sono arrivate osservazioni legate ai problemi che incidono sulla vita quotidiana nel Vibonese — sanità, lavoro, diritti sociali, qualità dei servizi — e Greco ha raccolto quei contributi richiamando la necessità di aprire nei territori spazi di discussione, in cui i cittadini non si limitino ad ascoltare, ma portino nel dibattito le proprie analisi e proposte. Ha chiuso il suo intervento con le parole che usa per definire il senso del suo impegno istituzionale. «Ho incontrato in questi anni, da sindaco e ora da consigliera regionale, migliaia di persone che chiedono di essere ascoltate da chi le governa. È da questa esperienza che ho maturato la convinzione che bellezza e gentilezza non siano categorie estetiche ma strumenti politici, il modo in cui un’istituzione organizza i servizi, riduce le distanze, accompagna chi è più fragile. Scegliere questo come metodo — ha concluso — significa affermare che il benessere di una comunità non si misura solo con i dati economici, ma con la qualità delle relazioni tra le persone e con la fiducia che i cittadini ripongono in chi li rappresenta».
