In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende proporre una riflessione di carattere scientifico e istituzionale che assuma come punto di partenza le evidenze empiriche e le dinamiche reali osservabili nei territori, con particolare riferimento alla provincia di Crotone.
In tale contesto si inserisce, con piena coerenza e rilevanza pubblica, il contributo della prof.ssa Eloisa Tesoriere, assessore all’istruzione del Comune di Mesoraca, la cui riflessione restituisce, con linguaggio diretto ma sostanzialmente aderente ai dati disponibili in letteratura, la distanza ancora esistente tra rappresentazione simbolica dell’autismo e condizioni concrete di vita delle famiglie. Il riferimento alla solitudine sperimentata quotidianamente, alla progressiva rarefazione delle reti relazionali e alla complessità gestionale crescente non configura una posizione soggettiva isolata, ma corrisponde a un quadro già ampiamente descritto dagli studi in ambito psico-sociale, che individuano nel cosiddetto “caregiver burden” un fattore strutturale nei contesti caratterizzati da servizi non pienamente integrati.
L’analisi del territorio crotonese conferma la necessità di mantenere un approccio rigoroso e non semplificato. La presenza del servizio di Neuropsichiatria Infantile presso l’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone costituisce un presidio sanitario effettivo, con funzioni di diagnosi, presa in carico e riabilitazione nell’ambito dei disturbi del neurosviluppo. Tuttavia, come evidenziato da documenti di programmazione regionale, tra cui il Piano d’Azione per la Salute Mentale, la rete della neuropsichiatria infantile in Calabria risulta ancora caratterizzata da criticità strutturali, con una capacità di risposta non sempre adeguata alla domanda crescente e con una persistente mobilità sanitaria verso altre regioni, in particolare per le patologie neuropsichiatriche in età evolutiva.
Tale quadro non consente letture polarizzate. Non si rileva un’assenza di servizi, ma una condizione di parziale adeguatezza che richiede interventi di rafforzamento, integrazione e continuità operativa. In contesti come quello della provincia di Crotone, segnati da specifiche fragilità socio-economiche e infrastrutturali, il tema non riguarda esclusivamente la disponibilità formale delle strutture, ma la loro effettiva accessibilità, la tempestività delle prestazioni e la qualità dell’integrazione tra ambito sanitario, scolastico e sociale.
È in questa cornice che il contributo della prof.ssa Tesoriere assume un valore che va oltre la dimensione testimoniale, configurandosi come richiamo alla necessità di una maggiore coerenza tra dichiarazioni di principio e pratiche effettive. La riflessione critica sulla prevalenza di una dimensione simbolica, talvolta centrata su elementi rappresentativi come le iniziative visive o celebrative, può essere letta, in chiave scientifica, come un invito a evitare quella che la letteratura definisce “compensazione simbolica”, ovvero la tendenza a sostituire interventi strutturali con atti di visibilità pubblica.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene pertanto che il tema dell’autismo debba essere ricondotto stabilmente all’interno del paradigma dei diritti esigibili, superando ogni impostazione emergenziale o occasionale. Ciò implica il consolidamento di reti territoriali integrate, il potenziamento della neuropsichiatria infantile, il sostegno continuativo alle famiglie e un investimento strutturale nella formazione del personale educativo e sanitario.
La consapevolezza, in questa prospettiva, non può essere interpretata come evento periodico, ma come processo permanente di adeguamento delle istituzioni e delle comunità ai principi di equità, accessibilità e partecipazione. In assenza di tale continuità, ogni iniziativa, pur animata da intenzioni positive, rischia di non incidere sui determinanti reali dell’inclusione.
Il CNDDU ribadisce, infine, che il grado di maturità di una società si misura nella capacità di garantire, in modo stabile e uniforme anche nei territori più complessi, il pieno esercizio dei diritti fondamentali. È su questo piano che la riflessione proposta trova il suo fondamento più solido: non nella contrapposizione tra visibilità e silenzio, ma nella necessità di trasformare il riconoscimento formale in condizioni di vita concretamente dignitose, continuative e realmente inclusive.
Autismo, CNDDU: “Oltre la giornata simbolica: da Grosseto emerge il divario tra diritti e realtà”
Articoli Correlati
