Sala stracolma in ogni ordine di posto al Cinema Teatro San Marco per l’iniziativa promossa dal Comitato “Sì Riforma” in vista del referendum confermativo del 22 e 23 marzo. Un appuntamento molto partecipato, con la capienza massima raggiunta nella sala principale e un pubblico rimasto fino alla conclusione dei lavori, durati oltre un’ora e mezza.
Prima dell’incontro con i cittadini, i relatori hanno tenuto una conferenza stampa con i giornalisti, illustrando contenuti, obiettivi e percorso normativo della proposta sottoposta al voto popolare. Un momento di approfondimento che ha preceduto il confronto pubblico e che ha consentito di chiarire i punti centrali della riforma.
Il dibattito, moderato dal giornalista Matteo Lauria, ha visto alternarsi sul palco rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo dell’informazione e professionisti del diritto. Nel corso della serata è stato dato spazio anche al pubblico: dalla platea sono arrivate testimonianze significative di cittadini che hanno raccontato esperienze personali legate a errori giudiziari, con conseguenze rilevanti sul piano umano e professionale. Racconti che hanno suscitato attenzione e partecipazione, inserendosi nel solco del tema al centro della consultazione.
Ad aprire gli interventi, in collegamento da Roma è intervenuto Alessandro Sallusti, giornalista e portavoce nazionale del Comitato “Sì Riforma”, impossibilitato a raggiungere Rossano per lo sciopero dei trasporti. Nel suo contributo ha richiamato tre ragioni a sostegno della conferma del provvedimento, soffermandosi sulla necessità di una distinzione tra funzione giudicante e requirente e sull’equilibrio tra accusa e difesa. Ha ribadito che il voto riguarda esclusivamente il merito del testo approvato dal Parlamento.
Il senatore Ernesto Rapani, componente della Commissione Giustizia al Senato, ha ripercorso l’iter parlamentare culminato nella doppia approvazione del testo da parte delle Camere. «Siamo giunti al referendum dopo un percorso chiaro e coerente», ha spiegato, ricordando il dialogo iniziale con rappresentanti istituzionali della magistratura e il successivo irrigidirsi di una parte delle toghe con l’avvicinarsi del traguardo legislativo. Rapani ha evidenziato come, in passato, diversi tentativi di modifica si siano fermati prima di arrivare alla consultazione popolare.
L’avvocato Antonino Curatola, delegato regionale della Fondazione Einaudi e componente del Comitato “Sì Separa”, ha illustrato gli aspetti tecnici della modifica normativa. Secondo Curatola, gli allarmi lanciati dai comitati contrari non troverebbero riscontro nel contenuto della legge. «La separazione delle carriere tutela autonomia e indipendenza», ha affermato, spiegando che la distinzione dei percorsi professionali non incide sulle garanzie previste dall’ordinamento.
Il senatore Gianni Rosa, commissario provinciale di Fratelli d’Italia di Cosenza, ha richiamato il lavoro svolto in tre anni per portare a termine l’iter legislativo, evidenziando come il Parlamento sia riuscito a completare il percorso con la doppia approvazione. Ha inoltre sottolineato la sorpresa per il mancato sostegno di alcune forze politiche che in passato avevano indicato questo tema tra le priorità programmatiche.
Intervento da remoto per l’onorevole Giuseppe Valentino, avvocato penalista ed ex sottosegretario, che ha ripercorso le ragioni storiche alla base della distinzione tra le due funzioni, citando criticità emerse negli anni e richiamando il confronto avvenuto a livello europeo sulla necessità di interventi nel settore della giustizia.
Tra i momenti più seguiti, gli interventi conclusivi del dottor Luca Palamara e dell’onorevole Fabio Rampelli. Palamara, già presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, sollecitato dal moderatore a sintetizzare il dibattito, ha richiamato episodi narrati nei suoi libri e ha parlato delle dinamiche correntizie interne alla magistratura. Ha inoltre evidenziato come la diffusione di notizie prima dell’accertamento definitivo dei fatti abbia inciso sulla percezione pubblica di alcune vicende, con ricadute anche sul piano istituzionale.
L’onorevole Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei Deputati, ha ribadito le motivazioni storiche e tecniche del referendum, invitando a non sovrapporre il voto sul quesito alla competizione politica. Ha ricordato il lavoro svolto dal legislatore per giungere alla doppia approvazione e ha sottolineato che l’esito della consultazione rappresenterà la volontà popolare sul tema specifico, senza effetti sulla durata della legislatura.
A chiudere l’iniziativa è stato il coordinatore del Comitato “Sì Riforma” dell’area urbana di Rossano, l’avvocato Francesco Parrotta, che ha espresso soddisfazione per la riuscita dell’evento e per la partecipazione registrata. Il Comitato ha annunciato ulteriori appuntamenti nei prossimi giorni per proseguire l’informazione in vista del voto di marzo.
