《Che senso ha istituire un gruppo di lavoro per comprendere cosa è successo in questi anni all’Asp di Cosenza, da parte di de Salazar, dopo aver sbandierato ai quattro venti che in questi ultimi tre anni si sono approvati i bilanci, con contabilità finalmente riportata alla normalità, cosi da avere una Asp bonificata e risanata? Oggi si parla di fragilità e di caos amministrativo, da parte di de Salazar. Ma che ne è allora del commissario e presidente di Regione e del fratello senatore che in Aula ha pubblicamente elogiato l’operato di Antonello Graziano? Delle due l’una》.
Così, in una nota, il componente la direzione nazionale Pd Carlo Guccione. 《Questo evidente scontro nell’Asp di Cosenza tra passato e presente, con il presente che prova a disconoscere il passato – continua Guccione – non promette nulla di buono per la salute dei cittadini e per la sanità calabrese. Sono diverse le segnalazionini di fragilità e caos amministrativo.
Una per tutte, il servizio emergenza urgenza del 118. Che è stato più volte segnalato dal ministero della Salute come uno dei peggiori servizi d’Italia perché non rispetta i tempi del soccorso in area urbana ed extraurbana. Sono tanti i casi di malasanità che si sono verificati a causa dell’inefficienza del 118, da Longobucco a San Giovanni in Fiore. Come si fa a gestire un servizio di tale importanza strategica se su 63 postazioni previste in Calabria per l’affidamento alle associazioni di volontariato (manifestazione di interesse del 28/05/2025) quelle che non sono state assegnate 33. Più della metà, con grave rischio per la salute dei calabresi. Nulla si sta facendo per la copertura delle altre postazioni del 118, rimaste senza autombulanze. Anche il servizio delle 30 postazioni assegnate partirà, come da convenzione, dal primo marzo. È evidente il caos amministrativo e la criticità di far partire un servizio con meno delle postazioni a disposizione. Responsabilità che rimane in capo all’Asp di Cosenza perchè questo servizio è stato delegato da Azienda Zero nell’ambito della riorganizzazione del 118 calabrese. Ad oggi, le associazioni che svolgono questa attività non hanno avuto erogate le risorse di dicembre 2025 (solo qualche giorno fa è stato fatto impegno di spesa di 500mila euro), gennaio e ormai febbraio 2026. La convenzione che partirà dal primo marzo prevede un costo mensile di 39.006,84 euro più carburante a postazione. Ciò significa, considerate le difficoltà nel coprire già i costi di dicembre, gennaio e febbraio, che solo per le 19 postazioni in provincia di Cosenza sarà necessario coprire 741.000 al mese. E se si prende in considerazione la convenzione secondo la quale occorre anticipare i primi tre mesi ad ogni associazione solo per la provincia di Cosenza sono necessari 2.223.000 euro più carburante. I numeri sono impietosi. È necessario passare dalle chiacchiere agli atti amministrativi completi e cioè la copertura finanziaria del servizio del 118 che le associazioni svolgono e che servono a garantire l’urgenza emergenza. Se non si consente ai pazienti di arrivare almeno in ospedale – conclude Guccione – figurarsi tutto il resto》.
