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“Spettri di Newton. Una storia umana della luce” in scena il 25 febbraio al Piccolo Teatro Unical

Un racconto teatrale per voce, immagini e musica che ruota attorno alla figura di Isaac Newton, uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, e la “scoperta filosofica straordinaria” che la luce è una miscela eterogenea di colori. Una rivelazione che ha condizionato la sua vita ponendolo in contrasto con la comunità scientifica del suo tempo.

Sono queste le premesse da cui prende forma lo spettacolo “Spettri di Newton. Una storia umana della luce“, in scena mercoledì 25 febbraio alle 20:30 al Piccolo Teatro Unical, frutto della sinergia fra la compagnia Teatro Rossosimona diretta da Lindo Nudo e il Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria diretto da Francesco Valentini.

Un Isaac Newton distopico e a-temporale, interpretato da Ernesto Orrico, che ne firma la regia insieme a Manolo Muoio, attraversa la scena tra fasci di luce accecanti e colori cangianti, tormentato da fantasmi, ossessioni e riflessi che la partitura sonora live di Massimo Garritano trasforma in esperienza sensoriale ed emotiva.

Sapientemente tratteggiato da Lorenzo Praticò, autore del testo recentemente presentato anche nella versione letteraria, Newton non è solo scienziato ma uomo, ironico e vulnerabile, che ripercorre la propria vita e le ricerche sulla luce dialogando con una costellazione di “spettri”  – figure storiche, filosofiche e letterarie – che ne agitano la mente e ne mettono alla prova le certezze.

«Il Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria – afferma Raffaele Agostino, ordinario di Fisica sperimentale della Materia – è orgoglioso di sostenere la collaborazione con Teatro Rossosimona, perfettamente in linea con la nostra missione di coniugare ricerca scientifica, formazione e promozione culturale sul territorio. Con “Spettri di Newton. Una storia umana della luce”, la grande intuizione sperimentale sulla natura eterogenea della luce diventa materia teatrale e occasione per raccontare un Newton profondamente umano, sospeso tra rigore intellettuale e fragilità emotiva. Questo progetto dimostra come il dialogo tra scienza e arte possa aprire nuovi sguardi sulla storia della conoscenza, avvicinare pubblici diversi alla fisica e offrire strumenti critici per abitare con maggiore consapevolezza la complessità del mondo contemporaneo».

La replica serale di mercoledì sarà preceduta da due matinée, il 24 e 25 febbraio alle 10, riservate a studenti degli istituti superiori provenienti da varie località della regione.

L’evento rientra nell’ambito del Progetto di Produzione 2026 di Teatro Rossosimona.

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