di Claudio Cordova – Un’operazione internazionale che ha portato all’arresto di sette membri della cosca Commisso di Siderno, uno dei clan che appartiene al gotha della ‘ndrangheta. L’operazione, denominata “Risiko”, ed eseguita dal Ros dei Carabinieri, si inserisce nel contesto di una cooperazione internazionale con l’FBI, la polizia federale americana, che ha permesso di ottenere informazioni cruciali per smantellare la rete criminale.
Un numero esiguo, sette indagati, ma che, come sottolineato dal procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Borrelli, e dall’aggiunto Giuseppe Lombardo, non deve ingannare, perché va comunque a colpire elementi apicali dello storico casato di ‘ndrangheta.
I soggetti coinvolti sono accusati di reati gravi come l’associazione mafiosa, il danneggiamento e l’estorsione, aggravati dall’uso del metodo mafioso. Nel contempo, è stato disposto il sequestro delle quote sociali di un’impresa edile legata ad uno degli indagati, un altro passo importante per privare la cosca delle sue risorse economiche.
La Dda di Reggio Calabria aveva eseguito un provvedimento di fermo d’indiziato di delitto urgente. Tuttavia, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Locri non ha convalidato il fermo emesso, ma ha deciso di applicare per tutti gli indagati una misura cautelare in carcere.
L’indagine è parte di una serie di attività investigative avviate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e condotte dal ROS, che mirano a ricostruire la struttura complessa della Ndrangheta e a comprendere i suoi legami internazionali, in particolare con gli Stati Uniti e il Canada. Le indagini hanno preso avvio da numerosi procedimenti penali che avevano già documentato la centralità del “Locale” di Siderno all’interno delle dinamiche criminali locali e internazionali. La cosca di Siderno è infatti uno dei principali centri di potere della Ndrangheta, con radici che si estendono oltre i confini della Calabria.
Un elemento di rilievo emerso dalle indagini è il coinvolgimento del cosiddetto “Siderno Group of Organized Crime”, un’organizzazione mafiosa che ha ramificazioni in Canada, Stati Uniti e Australia. Questo gruppo, attivo sin dagli anni ’70, ha visto un importante flusso di emigranti calabresi nelle zone in cui si è radicato, portando con sé le tradizioni e le dinamiche mafiose tipiche della Ndrangheta. Le attività criminali di questa organizzazione non si limitano alla Calabria, ma si espandono in numerosi Paesi, operando con una certa autonomia pur mantenendo un legame con i “Locali” calabresi, che fungono da punti di riferimento per la gestione delle operazioni.
Le indagini, che sono durate dal 2019 al 2025, si sono concentrate sui membri della cosca Commisso, con particolare attenzione agli sviluppi internazionali. Grazie alla cooperazione con l’FBI, è stato possibile mappare le relazioni tra il “Locale” di Siderno e le sue proiezioni estere, in particolare negli Stati Uniti e in Canada. In particolare, è emerso che Frank Albanese, residente negli Stati Uniti, sarebbe un membro di spicco della cosca Commisso, svolgendo un ruolo cruciale nel mantenere i contatti tra le varie ramificazioni della Ndrangheta.
Albanese, infatti, era responsabile per il collegamento tra il “Locale” di Siderno e le sue proiezioni in Albany (New York) e in Canada, gestendo anche le comunicazioni tra i membri apicali e i latitanti in fuga. Un uomo con il corpo negli States, ma con la mente costantemente in Calabria e segnatamente a Siderno. E se la presenza dei Commisso in Canada è un dato acclarato giudiziariamente, l’operatività negli Stati Uniti è invece una nuova acquisizione ottenuta dagli inquirenti, seppur, al momento, in fase cautelare. Un uomo con il potere di proporre l’affiliazione alla ‘ndrangheta di soggetti residenti e attivi proprio tra Nord degli Stati Uniti d’America e il Sud del Canada. Un uomo che raccoglie, trasporta e distribuisce anche i soldi necessari per sostenere le spese legali per gli elementi cardine del clan.
“Per comprendere la ‘ndrangheta oggi non è più sufficiente investigarla solo in Italia” ha detto il procuratore aggiunto Lombardo. “Abbiamo ricostruito l’operatività delle ‘ndrine probabilmente nei luoghi più ricchi del Mondo”.
L’operazione ha dunque confermato la centralità della cosca Commisso e la sua capacità di operare a livello globale, con un sistema di alleanze e collaborazioni che va ben oltre i confini italiani. La scoperta della Ndrina di Contrada Mirto, una sub-articolazione del “Locale” di Siderno, e la conferma della leadership di Antonio Commisso, figlio del latitante Francesco e del detenuto Giuseppe, evidenziano la struttura gerarchica e la continuità operativa della cosca, anche in assenza dei suoi capi.
