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Contrattazione di qualità e welfare bilaterale: a Reggio Calabria un modello che rafforza imprese e lavoro

Deliberate dal direttivo dell’Ente Bilaterale del Terziario provinciale le prime erogazioni dei contributi di welfare per il 2026 in favore dei lavoratori, a valere su un plafond annuale di 150 mila euro stanziato da Confcommercio, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Reggio Calabria, che ha consentito di soddisfare integralmente le domande presentate nei termini previsti.
Un passaggio che dà concreta attuazione agli impegni assunti dalle parti sociali e conferma la solidità di un assetto che, nel tempo, si è affermato come componente strutturale dell’equilibrio contrattuale territoriale. La bilateralità, in questo contesto, rappresenta uno strumento di governo delle relazioni industriali: rende effettivi sul territorio i principi del contratto collettivo nazionale e ne rafforza la funzione economica e sociale attraverso interventi misurabili e accessibili.
I benefit erogati – dalla natalità all’istruzione, dalla mobilità al benessere e alla sicurezza – intercettano bisogni concreti, in un quadro nel quale tutela e sostenibilità si integrano in modo coerente. In una fase in cui il dibattito nazionale richiama con forza il tema della rappresentatività, l’esperienza del Terziario reggino dimostra come il confronto tra soggetti comparativamente più rappresentativi produca certezza delle regole, riduzione del contenzioso e maggiore capacità di programmazione, generando un equilibrio virtuoso tra diritti e crescita.
Per i segretari generali di Filcams Cgil Valerio Romano, Fisascat Cisl Annarosa Marrapodi e Uiltucs Uil Sabrina De Stefano “la continuità del fondo conferma la centralità della contrattazione territoriale quale strumento di equilibrio e progresso: la bilateralità rappresenta un presidio di tutela reale per i lavoratori e, al tempo stesso, un elemento di stabilità per le imprese, capace di rafforzare la qualità complessiva del sistema produttivo”.
La programmazione di un plafond certo e strutturato consolida così un modello nel quale il contratto non si limita a regolare il rapporto di lavoro, ma diventa leva di politica economica territoriale. “Quando le parti sociali scelgono di programmare risorse in modo stabile – sottolinea il direttore di Confcommercio Fabio Giubilo – il contratto si trasforma in un fattore di sviluppo. Non è soltanto una cornice normativa, ma uno strumento capace di sostenere competitività e qualità del lavoro, rafforzando la fiducia e la coerenza del sistema economico locale”. Le erogazioni 2026 assumono pertanto un significato che va oltre il sostegno immediato, attestando la maturità di un modello di relazioni industriali fondato su responsabilità condivisa e visione di lungo periodo.

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