“L’unica vera prigione è la paura” - Aung San Suu Kyi
HomeCalcioReggina, appello ai calciatori: portateci in C e ponete fine a questo...

Reggina, appello ai calciatori: portateci in C e ponete fine a questo strazio

di Paolo Ficara – Che differenza c’è tra pagare e spendere? Ognuno di noi, è tenuto a pagare il dovuto. La bolletta della luce. Il carburante. Una contravvenzione, qualora venissimo puniti per eccesso di velocità. Il verbo spendere riguarda un concetto più vasto. Vedo quelle belle scarpe sportive: spendo per comprarle. Voglio cambiare auto: in base alle mie possibilità di spesa, decido se orientarmi su una Ferrari piuttosto che su una Tucson.

Nel momento in cui decido di spendere, devo pur sempre pagare.

In ogni università, seppur telematica, dovrebbe esistere un vocabolario nelle sedi fisiche. Se in via Etnea è strappata solo una delle due pagine che contiene le voci “pagare” e “spendere”, probabilmente è sfortuna. O destino. Ma se sono strappate entrambe, allora è vizio.

Se il singolo soggetto non paga il dovuto, o si illude di poter spendere senza pagare, il problema è il suo. Ma quando tali concetti si applicano al calcio, la sofferenza e le figuracce riguardano un’intera tifoseria. O un’intera città, in caso di passioni viscerali. Anche qui, almeno due esempi vanno formulati.

Se il regolamento della Federazione a cui mi sono affiliato di mia sponte, senza che nessuno mi puntasse una pistola alla testa, prevede che io debba versare una percentuale di incasso alla squadra ospite, è un pagamento dovuto. Se voglio andare in Serie C e decido di acquistare un centravanti da 200.000 euro di stipendio, decido di spendere quei soldi. E al momento concordato, pago. Anche se mi illudo di poter vincere il campionato con un attaccante da 2.000 euro, in ogni caso lo dovrò pagare.

Determinate situazioni ci inducono a immaginare gli attuali occupanti della Reggina, come Cetto La Qualunque nella celeberrima scena delle tasse.

Distinguiamo. Da un lato, i premi di preparazione per Forciniti e Lanzillotta e l’ammenda per il ritardato pagamento dell’incasso alla Scafatese. Possibile che dalla sede, nessuno abbia avvisato la proprietà delle richieste provenienti da Elisir e Taverna Academy, nonché della scadenza perentoria concordata con la Figc, per cifre esigue? Un segretario. O uno dei tanti tuttofare e niente risolvere che pullulano al Sant’Agata. Uomini o donne che siano. Da PhotoPep in giù. O dobbiamo realmente credere che la proprietà abbia voluto illogicamente sottrarsi fino all’ultimo, per pagare cifre ridicole?

Per esperienza diretta, propendiamo per la prima ipotesi. Fermo restando che circondarsi di inetti, è la prima colpa di un proprietario. E sarebbe ora di fare un bel repulisti, al Sant’Agata. Se poi fosse vera la leggenda che narra di un presidente Virgilio Minniti giunto in tenuta da spiaggia, la scorsa estate, presso il distaccamento della Procura Federale a Catanzaro, ci crederemmo a maggior ragione. Si sarebbe precipitato, davanti agli strilli di chi dall’altro capo del telefono gli prospettava una maxi multa ed una maxi inibizione, proprio per evitare sanzioni superiori. Concordando, di fatto, quei 1.500 euro di ammenda. E quei 45 giorni di inibizione. Che ora lieviteranno. Sempre secondo una ricostruzione tra il leggendario e l’onirico.

Se fosse stato avvertito per tempo dalla sede, non sarebbe stato costretto ad interrompere precipitosamente un momento di relax per non fare ritardo. Ma è una fantasiosa leggenda. Tuttavia, abbiamo sorriso nell’apprendere come la Scafatese abbia concesso uno sconto o una dilazione, sul pagamento di quei 15 mila euro e rotti che erano dovuti. La Scafatese. Alla Reggina. Lo sconto. Su 15.000 euro.

Ora, sempre restando sul calcio, ci esprimiamo in generale per tangere l’argomento “spendere”. Inevitabilmente da unire a “pagare”. A prescindere dal tenore degli emolumenti che ho deciso di riconoscere ai miei calciatori, arrivano dei momenti in cui devo onorare quegli impegni. Per la Figc, da quest’anno in Serie D esistono i controlli intermedi. Entro il 31 gennaio, ogni club avrebbe dovuto documentare di essere a posto con i pagamenti dovuti ai tesserati, almeno fino a dicembre 2025.

Essere a posto, in Serie D, non significa per forza aver pagato. Perché in D servono le liberatorie dei calciatori. Ossia, dichiarazioni firmate in cui ogni singolo tesserato sottoscrive di non avere nulla a pretendere.

Nel professionismo, non si sfugge. In Serie D, un calciatore che ha ricevuto tutto il pattuito fino all’ultimo euro, non può dichiarare il falso. Viceversa, un calciatore che ancora aspetta di essere saldato, può ingenuamente mettere nero su bianco di non avere pendenze. Lo fa per evitare penalizzazioni alla propria squadra, nel caso del controllo intermedio. Oppure per non comprometterne l’iscrizione, a fine campionato. Con la promessa che verrà saldato. A breve. E poi magari viene tacitato con un prolungamento di contratto.

Se la mia squadra vince tutte le partite e poi inizia a sbandare giustappunto dal 1° febbraio, mica è colpa dei giornalisti se i miei calciatori si sentono presi in giro.

Ora, per l’attuale Reggina esistono determinate situazioni che sono ormai alla luce del sole. Il bilancio, su tutti. Ma lo analizzeremo a bocce ferme. Ammesso e non concesso che non parli da sé. Poi ci sono queste figure sicuramente evitabili: i premi di preparazione e l’ammenda da versare alla Figc. Su tutto il resto, ossia ciò che non è alla luce del sole, non vogliamo entrare.

Cogliamo però l’occasione di recepire le indicazioni del povero mister Torrisi. Fingendo di non aver capito dove avesse voluto andare a parare, fin dal primo momento. E dunque incitiamo i calciatori della Reggina a vincere tutte le partite rimanenti. Mettendo da parte ogni pensiero o eventuale malumore. E ripristinando, seppur parzialmente, l’onore di una città calcisticamente umiliata dal dilettantismo.

Solo conquistando sul campo la Serie C, si potrà scrivere la parola fine a questo strazio. E pazienza se PhotoPep arriverà a duemila scatti con nove post pubblicati, quel giorno. Il motivo per cui aspiriamo al professionismo, riguarda presente e futuro. Ed è molto più nobile ed elevato delle vostre ombre.

Articoli Correlati