“Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. È la qualità più bella di un rivoluzionario” - Ernesto “Che” Guevara
HomeCalabriaReggio CalabriaReggio: la Consulta chiede più attenzione alla difesa del territorio

Reggio: la Consulta chiede più attenzione alla difesa del territorio

Venerdì 13 febbraio, a palazzo San Giorgio, si è svolta una seduta della III commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Sera e con la presenza del dirigente arch. Antonio Principato, per proseguire l’esame del Programma triennale dei lavori pubblici 2025/2027 dell’Amministrazione cittadina.

Il presidente della Consulta comunale Assetto del Territorio Gerardo Pontecorvo, è intervenuto in commissione per ribadire la volontà delle associazioni a collaborare alla stesura del Programma che è fondamentale per il futuro prossimo della città e del suo territorio.

Pontecorvo ha premesso che, come è ancora più evidente in questi giorni di “maltempo”, i maggiori rischi per l’ambiente reggino sono quelli idrogeologici (frane, esondazioni ed erosione costiera). Quindi, ha chiesto che in tempi brevi si possano esaminare i progetti relativi agli “Interventi di sistemazione idraulica dei corsi d’acqua Menga, Valanidi, Gallico, Annunziata, Armo e Torbido” per i quali nel Piano sono stati stanziati, e forse in parte avviati, lavori per una decina di milioni di euro. Su quali studi si basano? Che tipo di opere sono previste e quali tratti dei torrenti interessano? C’è stato il coinvolgimento delle comunità per informarle degli effetti che produrranno? Altri interventi da analizzare sarebbero quelli “di messa in sicurezza delle fiumare”, finanziati per quasi un milione, che a suo parere si svolgono spesso a danno della loro ricca flora erbacea e arbustiva e la variegata avifauna stanziale e migratoria, ecosistemi che non possono certamente essere indicati come causa di esondazione. Piuttosto, a parere del presidente della Consulta sarebbe necessario intraprendere un’efficace azione di controllo degli sversamenti inquinanti e di una loro rapida neutralizzazione come nel caso del torrente Fiumarella a Pellaro.

Secondo Pontecorvo sarebbe ora che la classe politica prendesse coscienza delle reali e puntuali esigenze e fragilità del territorio indotte da almeno mezzo secolo di abusivismi e disattenzioni. Non è certo una fatalità e che a ogni evento meteorologico (pioggia, vento, mareggiata) appena più severo dell’ordinario si debbano contare ingenti danni alle strade e a ogni tipo di infrastruttura (in particolare a quelle abusive), e si debba temere per la sicurezza della popolazione.

Articoli Correlati