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“Verso il Mar Ionio”: a Catanzaro il tour vittoriano di George Gissing tra memoria, cultura e cittadinanza attiva

Riuscita presentazione alla Libreria Coriolano di Catanzaro del libro “Verso il Mar Ionio – un vittoriano al Sud”, reportage del tour di George Gissing a fine Ottocento, nella traduzione e cura di Mauro Francesco Minervino, antropologo, docente all’Accademia di belle arti di Catanzaro.
L’evento letterario ha chiuso la rassegna “Dalla meraviglia di Gissing al tempo sospeso”, programmata dall’editore Francesco Mazza in quattro serate moderate da Lello Nisticò, che hanno visto prima avvicendarsi le relazioni di Marcello Furriolo, Umberto Ferrari, Oreste Sergi e Alberto Scerbo, alla ricerca della continuità storica e culturale tra Catanzaro come si presentava agli occhi di Lenormant, Gissing e di altri visitatori illustri, con le sue debolezze ma anche con i suoi punti di forza, e com’è oggi, con le sue criticità ma anche con le sue opportunità. L’incontro di ieri è servito anche a mettere al corrente il pubblico, che ha frequentato in numero crescente gli incontri, degli sviluppi della rassegna che non vuole rimanere fine a se stessa, ma fornire materiale per un documento critico e propositivo, da stilare anche sulla base dei suggerimenti pervenuti in forma anonima alla cassetta “Un tuo pensiero per Catanzaro” che fino al 28 febbraio sarà a disposizione, nello spazio della Libreria, per deporre un suggerimento, una proposta, o anche un critica o una censura da riportare brevemente in forma scritta e anonima.
L’incontro ha avuto inizio con il breve contributo video del giornalista e scrittore Sergio Dragone che ha ricordato essere stato nel 1999 l’estensore dell’iscrizione che, all’ingresso dell’ex Albergo Centrale, su Corso Mazzini, collega Gissing, Coriolano Paparazzo proprietario dell’albergo, Federico Fellini e il “paparazzo”, prototipo del fotografo protagonista della “dolce vita” romana e oltre. Si costruì allora, appositamente, una giornata studio con l’intervento di esperti dello scrittore inglese, apportandovi un tocco glamour: l’invito a Rino Barillari, incubo dei vip in via Veneto e della loro vita, dolce ma anche sregolata. Servì, la giornata, a ricreare l’effervescenza culturale e umana denotata da Gissing, consistenza brillante che oggi appare, agli occhi di Dragone, in affanno, non perché manchino gli appuntamenti di spessore o le occasioni di richiamo, ma per essere slegati, non regolati da una visione di fondo.
Ha preso la parola, quindi, l’antropologo paolano. Minervino ha tracciato i tratti essenziali della biografia di George Gissing, uomo dalla vita contrastata e controcorrente, espulso dal college per essersi innamorato di una giovane prostituta londinese che successivamente sposò, prima di tre mogli delle quali solo all’ultima riuscì a garantire un tranquillo tenore di vita, frutto della sua forsennata attività, tra l’altro necessitata, di scrittore. Morì ancora giovane a 49 anni, ma riuscì prima, nel 1897, a visitare il Sud Italia, la Calabria, Catanzaro. Da quest’ultima rimase colpito, “meravigliato”, per gli scorci naturali – “tra gli orridi e gli strapiombi” – appena intaccati da un incipiente “disordine edilizio”, e per la qualità alta della conversazione ascoltata e intrapresa con gli avventori di un caffè cittadino, tale da vincere di gran lungo il confronto con i blasonati pub della sua Londra. Anche i poveri, dirà in un tratto del libro, hanno un aspetto meno disturbante degli analoghi londinesi. Un’umanità che si esalta nelle occasioni pubbliche: è in Città quando si svolge la festa della Patrona, l’Immacolata.
“È importante – ha detto ai giornalisti Mauro Minervino – che i calabresi rileggano Gissing per ritrovare fiducia nella possibilità di guardare alla società e alla regione con uno spirito migliore dell’attuale. Gissing era un grande scrittore dell’età vittoriana che considerava la Calabria luogo ospitale e civile in dispregio di qualunque pregiudizio. Bisogna fare tesoro di questa visione che sovverte le ovvietà, che consideriamo normative, della percezione della storia e delle prospettive contemporanee di sviluppo di questa regione”.
“Guardare al nostro passato con la mente aperta libera da pregiudizi – ha aggiunto poco dopo Marcello Furriolo, nel primo di una nutrita serie di interventioffre una dimensione che aiuta a leggere la realtà che viviamo con uno spirito e con un’apertura che ci può indurre ad andare avanti nella visione, propria di questa rassegna, che, partendo da Gissing, traccia il percorso che la cittadinanza attiva di oggi ha il dovere di percorrere, agevolata dalla vicinanza di personalità illuminanti come quella di Minervino”.

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