“La vicenda del fondo “Dopo di noi”, tornata di attualità perché ancora una volta strumentalizzata solo per fare speculazione politica, non è, come abbiamo detto a chiare lettere sin dall’inizio, un’esclusiva del Comune capoluogo e dell’Ambito di cui Catanzaro è capofila. Riguarda molti Ambiti delle regioni italiane e anzi, potrebbe in un certo senso dirsi che la spropositata eco mediatica e politica che si è voluto darle a Catanzaro ha avuto, se non altro, il merito di evidenziare una criticità generale di sistema dal punto di vista amministrativo, in virtù della quale la restituzione dei fondi da parte dei vari Ambiti è stata, di conseguenza, un atto dovuto.
Quella criticità generale di sistema ha costituito oggetto della interlocuzione che portiamo avanti da qualche mese con l’assessora regionale Pasqualina Straface e la direttrice di dipartimento Iole Fantozzi. A entrambi è dovuto il nostro ringraziamento sincero e non formale per l’iniziava intrapresa a loro volta verso il ministero competente, che potrà consentire il recupero e la riprogrammazione dei fondi.
È nell’ordine naturale delle cose che la Regione si faccia carico, attraverso suoi esperti, dei passaggi successivi per l’utilizzo delle risorse. Esperti che opereranno in stretta collaborazione con il settore comunale delle Politiche Sociali, che grazie al suo lavoro quotidiano sul territorio possiede il quadro preciso dei bisogni e ogni altro elemento utile a mettere efficacemente a terra il “Dopo di noi”.
La delicatezza di un tema che riguarda le famiglie, i genitori di soggetti con grave disabilità, preoccupati e ansiosi delle sorti dei propri cari dopo che padri e madri non ci saranno più, avrebbe senza dubbio meritato tatto e discrezione. Anche per questo ci eravamo impegnati con la Regione a evitare fughe in avanti e a non anticipare conclusioni. Noi l’impegno alla riservatezza per proteggere i delicati passaggi istituzionali lo abbiamo mantenuto. Altri no.
C’è chi non ha rinunciato ad attribuire alla nostra presunta incapacità i problemi che, al contrario, erano insiti nelle generali criticità di sistema richiamate in precedenza. C’è chi non si è fatto scrupolo di far passare per punitiva la scelta meritoria della Regione di farsi carico di un problema oggettivo per molti Ambiti calabresi. C’è chi non si è fatto scrupolo di speculare politicamente sui bisogni dei più fragili per approfittare dell’emotività e della sensibilità dell’opinione pubblica verso questi temi. C’è chi non si è fatto scrupolo di spacciare come esclusivo di Catanzaro un problema che ha riguardato molti Comuni capo d’Ambito in Italia, peraltro di diverso segno politico.
La verità è che, purtroppo, la sola esclusiva di Catanzaro è l’imbarbarimento politico che avvelena i pozzi, che cerca lo scontro con il nemico, che fa piazza pulita di ogni possibilità di confronto. Ed è avvilente che questa macchina del fango non risparmi neppure i problemi di quei cittadini che, più di altri, avrebbero invece bisogno della civiltà della politica che a Catanzaro, però, sembra essere diventata ormai merce rara”.
Così, in una nota, l’assessore alle Politiche Sociali, Nunzio Belcaro.
