La storia di Giacomo Tedesco con la Reggina è da film. Protagonista in campo il 30 aprile del 2006, nel 3-0 al Messina in Serie A. Cittadino onorario grazie alla salvezza della stagione successiva, nonostante un handicap di 11 punti. Allenatore dell’ultimo significativo match della Reggina Calcio: un altro derby, un’altra vittoria, il 30 maggio 2015 al San Filippo nel playout di Serie C.
In mezzo alle argomentazioni su Palermo, Catania e Trapani, Giacomo Tedesco non vedeva l’ora di parlare di Reggina nel suo intervento a Tris TV, nel corso di Diretta Anteprima Calcio del venerdì pomeriggio: “Mi manca il calcio, quello di adesso è un po’ triste. Gestisco il centro sportivo in cui si allena tutto il Palermo. Sto allenando l’Under 15 siciliana che a marzo disputerà il Torneo delle Regioni. Sono legatissimo alla Reggina. Oltre ad essere cittadino onorario, assieme a tutti i miei compagni del -11, vanto l’esperienza da allenatore prima del settore giovanile e poi della prima squadra. Coronata con la salvezza del 30 maggio 2015”.
“Sappiamo com’è finita quell’avventura, per un male al presidente Foti che ha rischiato di perdere la vita. Altrimenti sono certo che l’avrebbe salvata – prosegue a ruota Tedesco – Nel momento decisivo, ha rischiato di morire. L’avrebbe salvata, era troppo innamorato della Reggina. Reggio sta soffrendo, mi auguro possa tornare in C, è il minimo che la piazza merita. Non so se l’attuale proprietà sia quella giusta. Ma merita la Serie C, come minimo.
L’Athletic Palermo è la seconda squadra della città di Giacomo Tedesco: “L’Athletic è una mina vagante. Non va sottovalutato. Ha dei nomi che hanno fatto Serie A e Serie B. Ha entusiasmo, i presidenti sono ambiziosi. Poi c’è la Reggina, c’è il Savoia. L’Igea Virtus è una sorpresa. Il campionato è equilibrato. Ed occhio alla Nissa: è un po’ dietro, ma ha allestito un ottimo organico e ha un allenatore di categoria. Fino alla fine, cercheranno di andare in Serie C”.
“Nelle prime partite senza Antonino Ragusa, la Reggina ha faticato. Ho detto al mio amico Nino Barillà che devono essere lui e Ragusa a trascinare questi giovani – sottolinea Giacomo Tedesco a Tris TV – Nell’ultimo periodo, la Reggina sa affrontare tutte le squadre. La mentalità è quella giusta. Il pareggio col Savoia li ha frenati un po’, ma venivano da nove vittorie consecutive. Sono sempre legato a Reggio: se non va in C la Reggina, spero vada l’Athletic. Sono due squadre che mi appartengono”.
In caso di salto nel professionismo, l’attuale proprietà sarebbe in grado di proseguire alla guida della Reggina? “Se arriva la Serie C? Non conosco l’attuale proprietà. Se c’è qualche investitore che ha più forza, per allestire una squadra in Serie C, ben venga. Il gruppo è catanese, che io sappia. Conosco benissimo il direttore Bonanno, era a Catania con me. Ha le capacità, il direttore è bravo. Spero intanto che la portino in C, poi vediamo se continuano loro”.
Parole al miele anche per l’amico Totò Aronica, allenatore del Trapani: “Sta facendo un grandissimo lavoro. Nonostante tutte le difficoltà societarie, Aronica sta facendo qualcosa di fantastico. Senza la penalizzazione, sarebbe quarto o quinto in classifica. Si aprirà delle porte importanti per fare questo mestiere. Da quale allenatore ha preso? Gli spunti, un po’ da tutti. Sicuramente Mazzarri e tutti quelli che ha avuto lui, ti lasciano un bagaglio da trasmettere”.
p.f.
