di Claudio Cordova – Se fosse un supereroe, Nino Castorina sarebbe sicuramente “L’uomo di gomma”. Gli si può dire, scrivere, manifestare ogni opinione più squalificante, ma lui, quando lo incontrerai, ti saluterà sempre con il sorriso. Peraltro, sembra che ve ne siano una dozzina in giro per la città, dato che lo si vede (quasi sempre) sui marciapiedi, agli angoli degli isolati, nei bar. A parlottare con politici e politicanti. Per esperienza personale, quasi mai visto in un luogo “di lavoro”, in senso canonico. Ma, si sa, ormai si può lavorare in smart da qualsiasi angolo del pianeta.
Solo Nino De Gaetano, forse, gli è superiore in tal senso.
Ora, però, in un Palazzo dovrà recarsi.
Con decreto n. 10 del 4 febbraio 2026, il sindaco metropolitano facente funzioni Carmelo Versace ha nominato Antonino Castorina Capo di Gabinetto della Città Metropolitana di Reggio Calabria. L’incarico, a tempo pieno e determinato, rientra nelle prerogative del sindaco per le nomine fiduciarie previste dall’articolo 90 del Testo Unico degli Enti Locali, a supporto diretto degli organi di direzione politica. Nel ruolo di Capo di Gabinetto, l’avvocato avrà il compito di coordinare l’Ufficio di Gabinetto e di affiancare il sindaco nell’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo, garantendo continuità amministrativa nell’attuazione degli obiettivi strategici dell’ente. Una figura centrale, dunque, di raccordo tra indirizzo politico, struttura burocratica e relazioni con gli enti locali del territorio.
Consigliere comunale, consigliere metropolitano e, adesso, grazie al collega (del gruppo RED) Versace, anche Capo di Gabinetto a Palazzo Alvaro.
E’ la politica, bellezza! Ed è fatta anche di quei sorrisi da “Uomo di gomma”, di quella capacità di tessere relazioni, di cadere sempre in piedi. Da questo punto di vista, da Nino Castorina c’è solo da imparare. Ed è l’Uomo di gomma anche per questo. Capace di rimbalzare tra le stagioni e le sigle politiche, tra le questioni giudiziarie da cui, in passato, è uscito indenne e quelle ancora in essere.
Per Versace, invece, un colpo di coda, una mossa da basso impero, a pochi mesi dalla chiusura pressoché certa (a patto che il centrodestra non candidi un simil Minicuci) della tragicomica esperienza animata da Giuseppe Falcomatà, dai suoi amici, dai suoi ex amici, dai suoi alleati, dai suoi ex alleati e da tutto il resto del circo su cui aleggia, evidentemente, ancora l’ombra dei brogli elettorali.
Con la speranza che la magistratura (con comodo, però, perché c’è la battaglia del “no” da portare avanti) possa, finalmente, lumeggiare una vicenda torbida e imbarazzante.
L’ultimo affronto, ma tutto sommato in linea con la politica di questi anni, fatta di nomine di soggetti senza né arte, né parte, di scelte incomprensibili, che sarebbero anche offensive, se vi fosse, in città, una opposizione degna di questo nome, se vi fosse una classe di intellettuali, una voglia di dibattere sul presente e sul futuro.
E, invece, Nino Castorina ci dà una ulteriore, mirabolante, prova dell’arte del saper cadere sempre in piedi. L’eroe di cui la città non avrebbe bisogno, ma quello che si merita.
