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Naufragio di Cutro, legale familiari vittime: “Piantedosi sia testimone, in Parlamento fece dichiarazioni precise sulla vicenda”

Ci potrebbe essere anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, tra i testimoni del processo, che si è aperto oggi a Crotone, sui presunti ritardi nei soccorsi al caicco Summer Love, il cui naufragio a Steccato di Cutro nel febbraio 2023 causò la morte di 94 persone, tra cui una trentina di minori, e un numero imprecisato di dispersi. Il nome del capo del Viminale, infatti, compare nell’elenco presentato da Francesco Verri, legale di alcuni familiari delle vittime della strage.

Sulla citazione del ministro il Tribunale si è riservato di decidere in seguito, ammettendo, intanto, le liste dei testimoni depositate dal pubblico ministero Matteo Staccini, 69 persone in tutto. “Il ministro Piantedosi – dice all’Adnkronos l’avvocato Verri – fece delle dichiarazioni molto precise, a proposito di questa vicenda almeno in due occasioni istituzionali, a marzo del 2023, quando relazionò sia davanti alla commissione Affari costituzionali della Camera che alla Camera. Espose una serie di fatti a proposito delle informazioni ricevute dall’autorità italiane da parte di Frontex, della Guardia di finanza e della Guardia costiera e fornì al Paese dati e opinioni. I dati riguardavano anche le condizioni meteorologiche e le statistiche a proposito degli interventi delle forze di polizia in mare prima del naufragio. Oggi proprio su quei fatti su cui Piantedosi riferì in Parlamento si celebra un processo, l’ho chiamato come testimone perché riferisca quelle circostanze nell’aula in cui si svolge il dibattimento per quei 94 morti, assumendo l’ufficio di testimone e diventando formalmente una fonte di prova, sottoponendosi alle domande del pubblico ministero, delle parti civili, dei legali degli imputati e del tribunale”. La prossima udienza si terrà il 10 febbraio, saranno ascoltati i primi teste dei pm, i carabinieri che svolsero le indagini.

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