“Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. È la qualità più bella di un rivoluzionario” - Ernesto “Che” Guevara
HomeCalabriaCosenzaParco Nazionale della Sila, sostenibilità e tradizioni: il Secondo Forum CETS tra...

Parco Nazionale della Sila, sostenibilità e tradizioni: il Secondo Forum CETS tra impegni concreti e memoria del territorio

Si è svolto il 27 gennaio il Secondo Forum nell’ambito del percorso della Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS) del Parco Nazionale della Sila. L’incontro non è stato soltanto un momento tecnico dedicato alla documentazione e alle procedure previste dalla Carta, ma ha rappresentato soprattutto un’occasione di confronto sul profondo legame tra sostenibilità, identità culturale e valorizzazione delle tradizioni locali.

I lavori si sono aperti con l’intervento di Maria Villani, responsabile progetti di Federparchi, che ha introdotto il percorso CETS e il suo valore strategico per le aree protette. Ada Occhiuzzi, referente CETS per il Parco Nazionale della Sila, ha illustrato le modalità e il significato dell’adesione alla Carta da parte degli operatori economici e turistici, sottolineando l’importanza di un impegno condiviso e consapevole. Nel merito della Carta è intervenuto Corrado Teofili, responsabile CETS di Federparchi, che ha approfondito obiettivi, criteri e opportunità offerte dal percorso europeo.

Nel corso del Forum è stata proposta una dimostrazione dal vivo del funzionamento del telaio greco, strumento simbolo della tradizione tessile silana, che ha permesso ai presenti di osservare da vicino manufatti artigianali di grande valore storico e identitario.

Particolare attenzione è stata dedicata all’arazzo noto come “Punto del Giudice”, un’opera che trasforma una visita tecnica in un racconto affascinante. Secondo la tradizione, un figlio viene accusato ingiustamente e arrestato; la madre, disperata, si rivolge a un giudice che riconosce l’ingiustizia e assolve il giovane. Per ringraziarlo, la donna realizza e dona un arazzo “parlante”, un tessuto che diventa messaggio. Al centro dell’opera compare una bilancia, simbolo della giustizia, rappresentata come un rombo dai bordi dentellati, richiamo alla capacità della giustizia di separare il vero dal falso. Completano la composizione elementi augurali come i rami di vite e i grappoli d’uva, simboli di abbondanza e gioia, e le colombe, emblema di pace. Un manufatto che è al tempo stesso bellezza, ringraziamento ed ex voto laico, capace di raccontare una storia attraverso la tessitura.

Un esempio concreto di come le tradizioni possano diventare strumento di riflessione e valorizzazione sostenibile, evitando logiche di mera commercializzazione: uno degli obiettivi fondanti della Carta Europea del Turismo Sostenibile.

Il Forum ha approfondito anche l’uso della ginestra, localmente chiamata anche ginestara, una fibra vegetale della tradizione calabrese impiegata storicamente nella realizzazione di tessuti. La sua lavorazione prevedeva processi lunghi e pazienti, dalla raccolta all’essiccazione, dalla macerazione alla battitura, fino alla cardatura, filatura e tessitura, rappresentando una filiera interamente locale, basata su competenze artigianali tramandate nel tempo.

Un patrimonio di saperi che potrebbe trovare nuovo slancio proprio all’interno del percorso CETS, contribuendo a coniugare sostenibilità ambientale, economia locale e tutela dell’identità culturale del territorio silano.

 

Articoli Correlati