“Venerdì 9 gennaio alle ore 18:00 presso la Casa del Popolo Condò, la cittadinanza è chiamata ad un’assemblea pubblica. Nei mesi scorsi abbiamo assistito a una mobilitazione straordinaria in sostegno al popolo palestinese: solo alla manifestazione di Roma del 4 ottobre si stimano oltre un milione di partecipanti.
L’opinione pubblica è radicalmente cambiata e ha finalmente aperto gli occhi sul genocidio in Palestina e sulla complicità italiana ed europea.
Oggi, tuttavia, il clima sta profondamente cambiando: è evidente che siamo entrati in una fase di reazione, preannunciata dagli ultimi Decreti Sicurezza, dinanzi alla quale non possiamo restare impreparati.
I primi segnali arrivano con lo sgombero del centro sociale Leoncavallo e, successivamente, di Askatasuna: in particolare quest’ultimo intervento ha il sapore di una vendetta politica.
A seguito dell’irruzione di alcuni attivisti nella sede torinese de La Stampa, è seguita nelle settimane successive – coincidenza non casuale – una punizione collettiva contro l’Askatasuna, ponendo fine a un luogo di riferimento per la militanza politica e le periferie abbandonate di Torino.
Si moltiplicano gli attacchi mediatici a Francesca Albanese, la strumentalizzazione di ogni sua dichiarazione e i dietrofront da esponenti del centrosinistra nel conferirle visibilità e sostegno: per taluni, la solidarietà ai palestinesi si esautora in dichiarazioni pietiste e gessetti colorati, incompatibili con le scomode analisi della relatrice speciale delle Nazioni Unite.
In questi giorni, inoltre, assistiamo a un caso giudiziario emblematico: sulla base di prove fornite direttamente da Israele, Mohammad Hannoun e altri 19 attivisti sono accusati di finanziamenti ad Hamas.
Il falso garantismo della destra di governo trova sponda tra i liberali e una parte del centrosinistra: sono espressione di una classe politica che garantisce impunità ai sionisti e guarda con disprezzo alla Resistenza, necessaria per un popolo sottoposto ad apartheid, occupazione e crimini di guerra da oltre 75 anni.
Di fronte a questa fase di reazione è necessario prendere posizione: la risposta non può che essere collettiva”.
E’ quanto si legge in un comunicato stampa dell’Anpi Reggio Calabria, sezione Ruggero Condò.
