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Naufragio di Cutro, Potere al Popolo Catanzaro: “Evidenti responsabilità delle autorità italiane”

“Due anni fa il naufragio a Steccato di Cutro della Summer Love, provocò 94 vittime, 35 delle quali minorenni e un numero imprecisato di dispersi.

Sono evidenti le responsabilità delle autorità italiane nel naufragio di Cutro. Gli scafisti sono solo l’ultimo anello di una lunga catena che parte da Frontex e dalle leggi repressive sull’immigrazione prodotte indifferentemente da destra e PD e che da 30 anni criminalizzano i migranti.

La vicenda di Maysoon Majidi, l’attivista e regista curdo-iraniana, accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e, quindi, di essere una scafista, definitivamente assolta perché non ha commesso il fatto, è intrinsecamente legata alla strage di Steccato di Cutro che rappresenta il volto drammatico della sistematica negazione dei diritti umani dei migranti. 

Infatti, la risposta del governo Meloni è stata il Decreto Cutro, che di fatto ha strumentalizzato la strage per attaccare i diritti delle persone migranti e portare avanti politiche discriminatorie, securitarie e razziste.

I capisaldi del decreto sono: la stretta sulla protezione speciale che impedisce la sua conversione in permesso di soggiorno per ragioni lavorative; la possibilità di un ulteriore rinnovo solo per sei mesi; l’esclusione della concessione per “gravi condizioni psicofisiche”; i richiedenti asilo sono esclusi dal sistema di Accoglienza Integrazione (SAI), che sarà riservato solo a chi ha già ottenuto lo status di rifugiato; il potenziamento dei CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio), con il raddoppio del tempo di permanenza e l’aumento del numero di CPR; l’inasprimento delle pene per gli “scafisti” mediante l’introduzione del reato di “Morte o lesioni come conseguenza di delitti in materia di immigrazione clandestina” che prevede 30anni di carcere, che, in questo modo, colpiscono le ultime pedine di un sistema che sfrutta l’assenza di canali sicuri dettata dalle politiche securitarie italiane ed europee e, quindi, non ha alcun senso.

Tutto ciò porterà all’aumento del numero di persone irregolari, che saranno escluse, da un giorno all’altro, da ogni servizio pubblico e di tutela. Ciò genera invisibilità, accesso al lavoro nero, ricattabilità e sfruttamento. Conseguentemente, aumenterà il numero di persone detenute nei CPR costrette a condizioni di vita disumane e il numero di morti per l’assenza di canali sicuri e di corridoi umanitari.

Come abbiamo potuto constatare la propaganda e le strumentalizzazioni non finiscono qui. Ricordate il giuramento pubblico della premier gridato ai quattro venti, cercherò “lungo tutto il globo terracqueo gli scafisti”, nella realtà li mette in salvo con un volo di Stato.

Sappiamo com’è andata con Almasri, sempre in nome degli interessi nazionali, una delle figure chiave nel traffico di migranti, prima arrestato, in esecuzione del mandato di cattura internazionale emesso dalla Corte Penale de L’Aja, dalla polizia italiana, e poi riportato a casa con un aereo dei servizi segreti del “nostro” paese. Mentre Al-Kikli, capo del Ssa denunciato per crimini contro l’umanità con l’accusa di torture, violenze e stupri alla Corte Penale Internazionale, nel mese di luglio dello scorso anno si godeva indisturbato Roma, nel corso delle finali del torneo di calcio organizzate da Tripoli.

Dobbiamo batterci per impedire all’Italia e all’Europa di continuare con le politiche razziste, per attuare quelle di inclusione sociale, che impediscano lo schiavismo, la ghettizzazione o fenomeni di caporalato.

Ribadiamo che deve essere garantito il diritto a spostarsi, in quanto emigrare è un diritto inviolabile e si ha il dovere di garantirlo, queste persone scappano dalla fame, dalla povertà e dalle guerre che l’opulento occidente capitalista provoca con la vendita di armi, come l’Italia, e con lo sfruttamento degli esseri umani e di ogni fattispecie di risorsa naturale.

La disorganizzazione italiana nel gestire questo fenomeno è causata dal razzismo e dal cinismo delle politiche liberiste fino ad ora attuate. L’Italia, tra l’altro, ha il minor numero di profughi sul territorio rispetto, per esempio, alla Germania.

Va condivisa la proposta di tante organizzazioni che a livello internazionale propongono la creazione di corridoi umanitari in modo tale da consentire che si certifichi lo status di profughi a chi ne ha diritto, perché è nostro preciso dovere farli arrivare vivi e non morti, per poi farli andare dove desiderano.

La soluzione non è quella di pattugliare i mari vicino alla costa italiana, ma quella di togliere questi disperati dalle mani delle mafie italiane e straniere.

Comprende bene il governo italiano che impedire la partenza equivale ad una condanna a morte, come è avvenuto con il decreto Minniti sui lager libici nei quali venivano rinchiusi i migranti.

Così come sa bene il governo Meloni, quando sostiene la tesi dei “trafficanti di uomini”, che quando si mettono sullo stesso piano coloro che realizzano profitto sulla disperazione e quelli che salvano le vite, come le ONG, il risultato non può che essere la morte in mare. Ma nonostante ciò si approva una legge contro le ONG.

Il risultato che si ottiene è quello di impedire che si organizzi un sistema adeguato, di mezzi e uomini, per il salvataggio in mare.

Quello che conta per le istituzioni europee, nazionali e locali è fomentare la guerra tra poveri, per distogliere dai reali interessi del capitalismo, che continuano ad essere quelli di sempre: lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e del pianeta terra in tutte le sue componenti, per accumulare capitale.

La questione centrale rimane il capitalismo mondiale e la sua crisi che ripropongono all’umanità tutto il peggio del ‘900: miseria, guerre, razzismo, reazione, devastazione ambientale.

Solo una società socialista che riporti la produzione e le risorse naturali sotto il controllo cosciente dei lavoratori può liberare l’umanità dalla barbarie, aprire un orizzonte nuovo, offrire un futuro degno alle nuove generazioni”.

Così in una nota di Potere al Popolo Catanzaro.

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