Reggio Calabria
 

Enrico Letta si affida ad Amalia Bruni: "È la nostra pepita d’oro". E replica a de Magistris: "Questione morale? Non accettiamo lezioni da nessuno"

letta bruni reggiocalabriadi Walter Alberio - "Amalia Bruni è la nostra pepita d'oro". Così il segretario nazionale del Partito Democratico, Enrico Letta, a Reggio Calabria, una delle ultime tappe del suo tour regionale per lanciare la campagna elettorale dei dem a sostegno della scienziata, candidata alla presidenza della Regione. Quasi a voler ammettere, tra le righe, l'estenuante ricerca di una candidata presidente che mettesse insieme tutto il centrosinistra o quasi. 'Vecchi' e 'nuovi'.

D'altronde, nella conferenza stampa di questa mattina a Gizzeria, rispondendo a una domanda su quali "facce" gli elettori troveranno nelle liste, l'ex premier lo ha detto chiaramente: "In questo momento c'è bisogno di tutti". Insomma, "il rinnovamento non si interrompe", ma la rivoluzione reclamata – ad esempio – dal neo alleato Carlo Tansi sembra dover attendere almeno un giro.

Passando dalla Piana di Gioia Tauro, il segretario dei democratici è giunto così a Reggio Calabria. Letta ha visitato la piattaforma di ingegneria marittima dell'Università Mediterranea, NOEL, accompagnato da Bruni, dal consigliere regionale Nicola Irto, dagli amministratori locali dem e da 'vecchie' conoscenze Pd, come l'ex segretario provinciale Sebi Romeo, salutato dal commissario Stefano Graziano alla presentazione del libro "Anima e cacciavite", tenutasi successivamente in uno dei lidi della via Marina di Reggio Calabria.

Rinnovamento e "questione morale" sono i temi sui quali Luigi de Magistris, tra i competitor in campo, sta incalzando in queste ore i democratici. Da ultimo, il sindaco di Napoli ha criticato la coalizione di centrosinistra, sottolineando la presenza del socialista Luigi Incarnato (rinviato a giudizio in 'Rinascita-Scott'), al fianco di Amalia Bruni durante un appuntamento elettorale. "Da parte nostra, l'impegno sui temi della legalità è e sarà totale", ha replicato Letta. "Non accettiamo lezioni da parte di nessuno. La nostra candidata Amalia Bruni si impegnerà a rovesciare completamente il banco e a fare svoltare la Regione. Con lei – ha aggiunto il segretario Pd - c'è discontinuità in Regione. Chi non sostiene la nostra candidata, sostiene la continuità con Spirlì". Compreso chi nel cosiddetto "campo progressista" potrebbe starci e non ci sta: dai renziani capeggiati da Ernesto Magorno, il quale strizza l'occhio a Roberto Occhiuto, a Mario Oliverio, pronto alla corsa solitaria in polemica con il proprio partito. Sull'ex governatore, anche a Reggio Calabria, Letta non ha voluto aggiungere una parola in più: "Oggi tutte le luci sono su Amalia Bruni. Non siamo impegnati nelle polemiche".

Prima di Amalia Bruni, altri candidati o potenziali candidati hanno rinunciato alla corsa verso la Cittadella regionale. E' il caso di Nicola Irto, che da aspirante presidente aveva parlato di un Partito Democratico ostaggio dei feudi. A Letta, il consigliere regionale ha chiesto un partito con una propria identità. "Bisogna dare voce ai tanti sindaci e amministratori e dare loro l'opportunità di fare parte a pieno titolo di una comunità politica", ha detto il vicepresidente del Consiglio regionale. "Noi chiediamo al segretario Letta che la Calabria sia al centro del dibattito politico nazionale. Così non è stato fino ad adesso. E, così come fatto con Napoli, chiediamo che ci sia un impegno per il debito sanitario della Calabria. È giusto che il debito prodotto dalla Regione lo paghino i calabresi, ma del debito prodotto dai commissariamento deve farsene carico lo Stato", ha aggiunto Irto, proponendo tra gli obiettivi da realizzare dopo la campagna elettorale "un protocollo tra le università calabresi sull'economia del Mare".

Per il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, "il Pd deve smontare col cacciavite une legge discriminatoria, ovvero quella sul criterio della spesa storica. Il nostro Paese si occupi adeguatamente di tutti i suoi figli e, questa, deve essere – ha aggiunto il primo cittadino – una battaglia del nostro Paese e del Pd, senza imbarazzi. Reggio Calabria è l'esempio di come al Sud si possa amministrare ed essere alternativi alle destre. Da qui può ripartire la ricostruzione del nostro partito con gli appuntamenti in autunno. Siamo una comunità che si confronta e discute. Spingeremo tutti dalla stessa parte per Amalia Bruni".

La candidata presidente del centrosinistra si è definita, nel suo intervento, "uno strumento per una ricucitura sociale". Bruni ha detto di aver accettato la candidatura "per dare visione e metodo alla politica, quelle di un medico e di un ricercatore". Anche lei ha esortato Letta a mettere la Calabria in cima alle questioni nazionali: "Serve creare tavoli di lavoro con il governo. Serve – ha concluso – un impegno forte per la Calabria".