Reggio Calabria
 

Approvato il primo Piano di Zona a Reggio Calabria, il Forum Terzo Settore: "Un momento storico"

"Un momento storico per la Città di Reggio Calabria: per la prima volta in 21 anni nei giorni scorsi la giunta comunale ha approvato il primo Piano di Zona (PdZ), documento di programmazione delle Politiche Sociali territoriali.

Un percorso lungo e faticoso che ha visto impegnato il Forum, i gruppi di Terzo settore e organizzazioni sindacali (Cisl in particolare), - si legge in una nota di Pasquale Neri - in un confronto continuo con il personale del settore Welfare, l'Assessore Delfino, il dirigente Barreca, la società di consulenza che ha accompagnato tutto il percorso. L'auspicio è che i successivi passaggi (Consiglio Comunale e la Regione) siano effettuati in tempi congrui e senza inciampi burocratici.

Il PdZ non è un libro dei sogni, ma un documento di programmazione che permetterà per i prossimi due anni e mezzo di lavorare su un quadro certo di dati, bisogni, opportunità, risorse e, soprattutto, sul sistema di connessioni che si dovranno costruire e curare quotidianamente tra comune, enti di terzo settore, azienda sanitaria, comunità territoriali, ecc..

Un punto di partenza, quindi, che auspichiamo continui nel solco della condivisione e della partecipazione, sia in fase di programmazione che di progettazione, di monitoraggio e valutazione degli interventi, dando concretezza a quanto previsto della sentenza 131/20 della Corte Costituzionale dalle linee guida sulla collaborazione tra Pubblica Amministrazione e Terzo Settore (DL 72/21).

Il prossimo traguardo sarà quello di promuovere un dialogo concreto e coerente con le responsabilità istituzionali tra l'Amministrazione Comunale e l'ASP di Reggio Calabria, soggetto fondamentale per programmare reali politiche di integrazione socio sanitaria sia all'interno del PdZ che della Rete Territoriale (documento di programmazione dell'ASp). Su questo aspetto come Forum del terzo settore abbiamo proposto un coordinamento operativo stabile di area metropolitana fra i distretti sanitari e gli ambiti socio assistenziali.

Si tratta di riconoscere la dignità di politiche universalistiche a servizi essenziali, in una logica di promozione del benessere della persona e non della mera assistenza a una ristretta cerchia di sfortunati".