Reggio Calabria
 

“Gotha”, il pm Amerio: “Così la ‘ndrangheta è passata dalla ‘società di sgarro’ alla ‘società della Santa’”

processogotha7maggiodi Claudio Cordova - Un lungo viaggio lungo 50 anni e forse più, attraverso le parole dei collaboratori di giustizia. E' toccato al pm antimafia Sara Amerio compierlo nell'ambito delle udienze dedicate alla requisitoria dell'accusa nel maxiprocesso "Gotha", condotto contro la componente riservata e massonica della 'ndrangheta. Proprio sulla "Santa" e sui rapporti tra criminalità organizzata e ambienti occulti si è concentrato l'excursus del pm Amerio.

Da Stefano Serpa a Gaetano Costa, passando per Cosimo Virgiglio, Vittorio Pisani e Rocco Femia.

Ma l'elenco dei collaboratori escussi nel lungo dibattimento e menzionati dal pm Amerio è sterminato. Infatti, all'inizio e al termine del proprio intervento davanti al Tribunale presieduto da Silvia Capone, parla di "elementi sovrabbondanti". Tutti, infatti, hanno raccontato dell'esistenza di una componente riservata all'interno della 'ndrangheta, nata, appunto, tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli '70 con la "Santa".

Sono, in particolare, le cosche De Stefano e Piromalli a segnare il cambiamento di prospettiva, "il passaggio – dice il pm Amerio – dalla società di sgarro alla società della Santa" e, quindi, una stagione che permette il salto di qualità e l'infiltrazione negli appalti pubblici. "La Santa – prosegue il pm Amerio – viene creata per fronteggiare la pressione dello Stato e per prevenire il fenomeno del pentitismo". Con quella scelta, infatti, la 'ndrangheta diviene, ancor di più, un'associazione segreta ed elitaria, in cui ciascun affiliati conosce fatti, cose e dinamiche fino al grado rivestito.

E' incapace, quindi, di riferire sui livelli più alti.

Per questo, nel corso del suo intervento, il pm Amerio parla di una "setta segreta per infiltrare le strutture di potere". E' la massoneria deviata. E anche i nuovi rituali fanno chiaro riferimento alla massoneria: persino i "protettori", dall'ambito religioso, quali, per esempio, San Michele Arcangelo, passano a figure quali Giuseppe Garibaldi o Giuseppe Mazzini.

Il pm Amerio ha scandagliato le dichiarazioni rese in fase di indagine e poi in aula, nel corso degli anni, dai collaboratori di giustizia. In tanti hanno menzionato, tra i soggetti apicali nella struttura riservata, l'avvocato ed ex parlamentare Paolo Romeo, nonché l'avvocato Giorgio De Stefano: sarebbero loro due dei soggetti di maggiore rango che, poi, avrebbero utilizzato politici quali l'ex senatore Antonio Caridi e l'ex sottosegretario regionale, Alberto Sarra, per infiltrare le Istituzioni.

Sì, perché il fine ultimo della creazione della "Santa" è, evidentemente, la possibilità di dialogare con mondi che sarebbero dovuti rimanere lontani e stanze apparentemente inaccessibili. Quelli del potere. E, invece, numerosi collaboratori di giustizia parlano di "persone riservate", si rapporti con uomini dello Stato, con servizi segreti e forze dell'ordine. Fin dalla stagione dei sequestri di persona.

Proprio quegli anni in cui i De Stefano e i Piromalli sbaragliano la "vecchia 'ndrangheta" e modernizzano la criminalità organizzata calabrese, fino a farla diventare una vera e propria holding presente in tutti i continenti.