Reggio Calabria
 

Reggio Calabria, sabato 27 febbraio manifestazione del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l'Unità dei Comunisti

"Solo chi ha lo sguardo miope e corto non si è accorto che il Governo da poco formato sarà un Governo antimeridionalista.

Le voci che si rincorrono prevedono che gli assi strategici: i progetti di grande respiro e finanziati dal Recovery fund sono localizzati al Centro-Nord, penalizzando il sud: tutto il contrario di quanto programmato dall'Unione Europea.

Né possiamo essere indifferenti ad un Governo dove il Ministero dello Sviluppo Economico è diretto da un Leghista come Giorgetti.

Si realizzerà purtroppo un aggravamento del divario già esistente tra nord e sud.

E poi, non può passare inosservato il fatto che a guidare il Governo è, per antonomasia, l'"Uomo delle Banche e dell'alta Finanza", l'Uomo che ha guidato la Banca Centrale Europea: quell'istituto che si è distinto per le politiche neoliberiste di austerità e di rigore, nelle politiche di taglio della spesa sociale che in Italia sono state la base per l'attacco alla Statuto dei Lavoratori e alle pensioni e hanno dato il via libera alle privatizzazioni, alla precarizzazione del lavoro e alla cancellazione di diritti fondamentali.

È giusto e doveroso in questo quadro fortemente preoccupante e pieno di incognite, per noi Comunisti domandarci come, in che termini, quali iniziative adottare per porre un argine a questo disegno – purtroppo già in atto – dei grandi poteri finanziari ed economici di ripartire i 209 miliardi del Recovery fund solo con logiche di mercato, con obiettivo di arricchire chi ha già e senza preoccuparsi invece delle fasce deboli; di dare un futuro ai giovani; di operare una migliore giustizia ed equità sociale, di dare centralità al mezzogiorno.

Eppure siamo un paese che sta affondando in una profonda crisi economica e sociale, dove a soffrire non sono solo i lavoratori, i giovani senza lavoro, ma anche quelle che una volta era il ceto medio: le piccole partite iva, gli artigiani, gli agricoltori, abbandonati a sè stessi e che da ceto medio sono sprofondati nel girone della fascia di bisogno.

Negli anni venti del secolo scorso con il famoso new deal gli Stati Uniti per uscire dalla grande crisi adottarono politiche economiche keinesiane di aumento dell'occupazione e di ridistribuzione della ricchezza alla classe deboli e ai lavoratori poveri; qui si sta praticando una strategia politica esattamente opposta: concentrazione della ricchezza in favore di chi detiene il potere e un calcio a tutto il resto.

Ebbene la manifestazione di sabato prossimo vuole essere proprio questo: un argine al governo dei forti contro i deboli; un'opposizione decisa contro i poteri forti e le politiche di privilegio per la finanza, le banche, i fondi comunitari ed internazionali.

E tuttavia, il momento difficile ha reso possibile un evento da tanto tempo atteso: i Comunisti, orami da anni divisi e parcellizzati, questa volta, si sono riuniti per organizzare questa grande iniziativa unitaria che si svolgerà in Italia, contemporaneamente nelle venti città più grandi, e che vuole rendere nuovamente protagonisti attivi i Comunisti – tutti insieme – in un nuovo orizzonte: un fronte unito di opposizione politica e sociale forte e decisa ad un governo "lontano e nemico".

Opposizione ad un Governo che vede insieme – incredibile a dirsi – PD, Lega, Forza Italia, LEU e Italia Viva con tutti gli altri addentellati! Tutti uniti per Draghi: la quasi totalità dei gruppi parlamentari, la cosiddetta sinistra e la destra, sindacati confederali e confindustria, Stati Uniti e Unione Europea, Banca Centrale e Nato. E si potrebbe continuare con tutto il mondo del giornalismo e dell'informazione schierato praticamente all'unanimità nell'osannare Draghi. Un incubo che diventa la realtà del peggiore governo della storia della Repubblica Italiana.

Un paese in crisi deve porsi la domanda come uscire dal guado e l'uscita dal guado non è sempre uguale: abbiamo visto cosa è successo per superare la crisi del 2008: il Governo Monti (sempre purtroppo con l'appoggio del PD come oggi) che per superare la crisi del sistema bancario ha investito enormi somme per salvare le banche, a dispregio e pregiudizio dei diritti dei lavoratori ed aggravando ancor più di tasse le piccole partite iva.

Come scriveva Pietro Ingrao "non basta indignarsi"! Per questo insieme a Associazione e rivista "Cumpanis"; Centro Culturale Comunista e rivista "Gramsci Oggi"; rivista Comunista "Marx21"; M-48, Partito Comunista e Patria Socialista facciamo appello a tutti i lavoratori, i giovani, tutti i cittadini calabresi, a tutti i Comunisti, a partecipare in gran numero alla manifestazione "La Repubblica Italiana a chi lavora – NO al Governo Draghi ed al Governo delle Banche". che si terrà Sabato 27 febbraio a Reggio Calabria, in Piazza Camagna a partire dalle ore 16,00".

Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l'Unità dei Comunisti, Coordinamento Regionale Calabria.