Reggio Calabria
 

Alloggi popolari a Reggio Calabria, l’Osservatorio sul disagio abitativo: “Modificare regolamento comunale”

reggiocalabria alto500"Prendendo spunto da quanto viene denunciato in questo articolo dall'eloquente titolo de Il Dispaccio - Alloggio popolare ad un candidato del Pd: Reggio città delle coincidenze? del 23 gennaio, si impone un nostro intervento come ulteriore contributo per rendere giustizia e migliorare le condizioni di vita di persone e famiglie in emergenza abitativa, condizioni spesso drammatiche in un periodo di grave crisi economica e sanitaria, come quello che stiamo vivendo". Lo afferma una nota dell'Osservatorio sul disagio abitativo, rete composta da Associazione Un mondo di Mondi, CSOA Angelina Cartella, Movimento Reggio Non Tace, Società de Territorialisti/e e Collettiva AutonoMia.

"Nel luglio dello scorso anno, nel desolante panorama della pachidermica immobilità del settore ERP che gestisce il patrimonio degli alloggi popolari della nostra città, l'amministrazione comunale ha provveduto alla pubblicazione della graduatoria provvisoria degli aventi diritto alle assegnazioni di emergenza abitativa, come previsto dall'art. 31 della legge regionale 32/1996, sbandierandola come il conseguimento di una grande vittoria. E questo nonostante che dall'approvazione del regolamento comunale nel gennaio 2018, introdotto proprio per la legalizzazione delle assegnazioni, siano trascorsi due anni per arrivare alla costituzione della Commissione deputata a vagliare e valutare le domande; e alla Commissione ci siano voluti ben 7 mesi per redigere la graduatoria. Già dopo la pubblicazione della graduatoria provvisoria, inoltre, erano sorti dubbi in merito ai criteri di valutazione delle domande presentate e in base a cosa alcune fossero state dichiarate ammissibili e altre no e alcune addirittura non prese in esame, cosa che ha determinato la presentazione di ricorsi in autotutela. Il 22 dicembre si è infine pervenuti alla pubblicazione della graduatoria definitiva, sulla stessa falsariga e con nuove contestazioni mosse da alcuni degli esclusi.

Alla luce di tutto questo non possiamo esimerci dal ricordare che già nel mese di luglio 2017, come Osservatorio sul disagio abitativo, avevamo proposto all'Amministrazione comunale, un regolamento per l'emergenza abitativa basato non sull'operato di una Commissione, ma piuttosto su di una procedura informatica, già operativa in altre città, per la valutazione e le verifiche delle domande e la redazione della graduatoria. La Commissione avrebbe avuto solo il ruolo di ratificare l'operato della procedura informatica e di correggerne eventuali errori. Ma questa proposta, che avrebbe garantito velocità e trasparenza, escludendo condizionamenti di altra natura, è stata respinta in massa dai consiglieri comunali. Avevamo inoltre chiesto l'introduzione nel regolamento di una scala di priorità per la formulazione della graduatoria, distinguendo le emergenze gravissime, come i casi di sfratto per morosità incolpevole, di violenza domestica, di crollo dell'alloggio, da altre emergenze oggettivamente meno gravi, come i casi di alloggi malsani o sovraffollati, così da evitare che questi ultimi potessero precedere nella graduatoria i primi.

Ma le scelte sono state altre e le conseguenze sono adesso ben visibili a chi ha occhi per vedere.

Della necessità di arrivare ad una modifica del regolamento comunale, affinché si possa rispondere con la dovuta urgenza e attenzione ai gravi casi di emergenza abitativa e delle altre criticità del settore ci aspettiamo di discuterne in un prossimo incontro con il nuovo assessore alle politiche abitative Rocco Albanese, incontro promesso ma a tutt'oggi ancora non concretizzato" conclude la nota.