Reggio Calabria
 

“Faust”,”Uniti per Polistena”: “Il sindaco chiarisca”

"A distanza di qualche giorno dall'applicazione delle misure cautelari disposte nell'ambito dell'indagine "Faust" sentiamo l'esigenza di esprimere il nostro sostegno e vicinanza agli organi inquirenti ed in particolare al procuratore della Repubblica di Reggio Calabria dott. Giovanni Bombardieri ed al Procuratore aggiunto dott. Gaetano Paci nonché all'arma dei Carabinieri che ha condotto gli accertamenti". È quanto si legge in una nota.

"Per rispetto degli organi inquirenti e di tutte le persone e famiglie coinvolte anche indirettamente nell'indagine e pienamente consapevoli che le responsabilità penali dovranno essere accertate all'esito dei tre gradi di giudizio, non abbiamo mai pensato di esprimere giudizi che dovrà emettere l'Autorità giudiziaria –c'è scritto – ciò premesso non possiamo, però, tacere dinanzi alla rilevanza etico-politica dell'assordante silenzio da parte degli attuali amministratori di Polistena che -sebbene ancor prima di conoscere l'oggetto delle indagini ed i capi di imputazione abbiano pubblicato un post sui social istituzionali in ordine all'intenzione di costituirsi parte civile nel futuro ed eventuale processo- nessuna spiegazione hanno fornito in ordine al possibile coinvolgimento dell'attuale Sindaco (non indagato) nei fatti oggetto di indagine".
"A prescindere dalla rilevanza penale dei fatti emersi (non spetta alla politica fare certe valutazioni) e riconducibili al Sindaco Policaro non vi è dubbio che anche solo il sospetto che un amministratore del Comune abbia portato una qualsiasi utilità a famiglie coinvolte in diverse indagini giudiziarie (alcune delle quali concluse con condanne definitive per associazione mafiosa) susciti più di qualche interrogativo in ordine alla trasparenza dell'azione amministrativa posta in essere negli ultimi anni. Se fossero realmente accaduti i fatti descritti nell'ordinanza di applicazione delle misure cautelari, come si concilierebbe l'affermazione del 'non vogliamo i voti della mafia' con il fatto che poi alle famiglie coinvolte in processi per mafia siano state pagate le imposte dallo stesso sindaco in carica (già vicesindaco dell'amministrazione Tripodi) – è un ulteriore passaggio – come si può non anche solo pensare che dopo aver ricevuto un tal tipo di beneficio le stesse persone non abbiano accordato il voto ai loro presunti "benefattori"? Come può non sorgere il sospetto che se un amministratore abbia privato la propria famiglia di somme di denaro lo stesso non abbia potuto accordare ulteriori benefici a spese della comunità? Queste domande acquisiscono maggiore rilevanza ove si pensi che anche l'ex consigliere Regionale Michelangelo Tripodi -che fino a qualche anno fa era un convinto sostenitore della compagine politica che oltre un decennio è alla guida del paese- affermi pubblicamente che si tratta di '...un fatto di una gravità inaudita che rappresenta una ferita...'".

"Avremmo voluto che il Sindaco o il Vicesindaco (che in campagna elettorale per loro stessa ammissione si sono definiti quale unica entità) avessero tempestivamente chiarito tali situazioni e avessero sgombrato qualsiasi dubbio fornendo delle risposte ai tanti quesiti che i cittadini di Polistena in questi giorni si stanno ponendo. Che senso ha, poi, aver istituito l'assessorato alla legalità se lo stesso assessore, a distanza di oltre cinque giorni dai fatti, non è in grado di prendere posizione pur trovandosi dinanzi ad un fatto così rilevante per la comunità polistenese. Dove sono oggi le tante associazioni operanti a Polistena e che sono state protagoniste di numerose manifestazioni sulla legalità e che in passato non hanno perso tempo a diramare le loro note stampa di plauso alla magistratura? – è la conclusione – se davvero si vuole cambiare la nostra terra non possiamo permetterci di non indignarci dinanzi a fatti che appaiono così gravi. Chi ha responsabilità pubbliche non può permettersi di limitare la propria azione a passerelle e ad affermazioni vuote sulla legalità salvo poi trincerarsi in un assordante e duraturo silenzio dinanzi a presunti gravi fatti che lo coinvolgono. Ci auguriamo sinceramente che i fatti che vengono attribuiti al Sindaco siano frutto di mere millanterie ma allo stesso tempo non possiamo non affermare che Polistena merita rispetto. Chiediamo fortemente, pertanto, che il Sindaco -che fino ad oggi non ha fornito alcuna smentita – chiarisca tutte le circostanze che lo vedono coinvolto e che in caso ciò non sia possibile rassegni le immediate dimissioni".