Reggio Calabria
 

Ripartire dalle fasce deboli e dai giovani, la richiesta del centro Comunitario Agape alla nuova amministrazione comunale di Reggio Calabria

L'Agape, l'associazione fondata da don Italo Calabrò e presente con diversi servizi nel territorio reggino su vari fronti di povertà e disagio sociale saluta la nuova amministrazione comunale augurandole buon lavoro ma chiedendo anche discontinuità rispetto al passato. Presenti Luciano Squillaci presidente nazionale della FICT e Giuliano Quattrone già assessore nella prima giunta di Italo Falcomatà, ha tenuto su questo argomento un incontro in remoto, dal quale sono emerse alcune precise richieste e proposte. Innanzitutto si chiede chiarezza sui conti e sullo stato delle finanze del comune, di sapere su quali risorse e disponibilità finanziarie si potrà contare. Assieme a questo l'adozione di un bilancio trasparente con l'individuazione di macro-voci e delle somme che si intendono utilizzare già nel corso dell'anno 2021 con la redazione di una agenda sulle priorità che s'intendono affrontare. Certamente tra queste ci dovranno essere servizi essenziali come i rifiuti, l'acqua , la manutenzione delle strade, ma anche la costruzione di politiche sociali voce che nel bilancio comunale ormai da anni registra risorse zero potendo contare solo sui fondi regionale e governativi.

L'auspicio è quello di vedere destinate al Welfare comunale parte di quel fondo di 140 milioni che è stato destinato al Comune di Reggio e per questo si chiede al Sindaco di indicarle. Risorse che dovranno assicurare assunzioni di assistenti sociali, psicologi e amministrativi dando una risposta alla emergenza che si è creata negli organici ridotti all'osso dell'assessorato ai servizi sociali, alla attivazione in tutte le circoscrizioni che si spera possano essere riattivate del segretariato sociale per i cittadini, assieme a programmi di intervento di contrasto alla dispersione scolastica riesplosa drammaticamente con la pandemia e la didattica a distanza, ai servizi domiciliari e diurni per minori, anziani, disabili e tutte le altre azioni di sostegno alle famiglie più fragili e duramente colpite dalla crisi. Per questo è urgente l'attivazione di un tavolo con tutte le realtà già impegnate su questo fronte, come il terzo settore, la caritas, il volontariato i comitati di quartiere delle periferie, per redigere un piano di zona che non sia un libro dei sogni ma un programma che a partire dalle risorse che saranno individuate, comprese quelle del Ricovery fund possa si prefigga alcuni obiettivi realistici. Un piano costruito dal basso, partecipativo, che preveda momenti periodici di verifica e di aggiustamento. L'incontro ha fatto emergere attraverso gli interventi di Giulia Melissari responsabile del gruppo giovani di Agape e di Sergio Conti dell'agenzia Iamu molto attiva nel mondo scolastico, il grande malessere e la solitudine che con il Covid 19 hanno investito ancora di più i giovani che non si sentono ascoltati dalle istituzioni, che vivono l'esclusione dalle scelte importanti che riguardano la loro vita ed il loro futuro. Un tema che si spera, grazie anche alla presenza in Giunta di assessori che provengono dall'associazionismo, possa finalmente riacquistare centralità e attenzione che non sia solo episodica e di facciata. Il futuro di Reggio avrà in particolare bisogno di un nuovo protagonismo della società civile ed in particolare del volontariato e dell'associazionismo molto attivo in città che non può limitarsi all'erogazione di servizi pur preziosi, di testimonianza esemplari di solidarietà, ma deve sentirsi parte di un progetto di rifondazione di un modello di comunità inclusiva, di una nuova cittadinanza che diventa prossimità, dove tutti si è corresponsabili della cura delle fragilità, come ci invita a fare Papa Francesco nella sua enciclica Fratelli Tutti.