Reggio Calabria
 

Reggio, l'associazione 'ciàputimufari': "Occorre agire per salvaguardare il futuro della ristorazione"

"Ciàputimufari" - si legge in una nota dell'associazione che opera a Reggio Calabria - è un motto, assunto a rango di caratteristica associativa, in cui si riconoscono una serie di pubblici esercizi operanti, sin dagli anni 90, nel settore della ristorazione e del turismo nella città di Reggio Calabria. I soggetti in questione, fra l'altro, hanno in comune l'appartenenza all'associazione "Reggio Libera Reggio". Tra essi ricordiamo "Al Clubbino", "Ciroma", "Spaccanapoli", "Birribasta", "Labbirra".

E' sicuramente uno scenario particolarmente difficile e complesso quello che si pone al nostro cospetto in epoca covid; pur rispettando la posizione di tutti coloro che operano nel settore non possiamo certo pensare che la panacea di ogni male possa essere quella di sottovalutare l'emergenza sanitaria e proseguire come se nulla fosse. Non di meno riteniamo che non siano i ristoranti i luoghi di maggior contagio; sia il governo che le amministrazioni periferiche avrebbero dovuto intervenire preventivamente e selettivamente con provvedimenti concernenti i luoghi ed i momenti di assembramento (in particolare mezzi pubblici, ingresso ed uscita scuole). Sicuramente anche la "movida" avrebbe meritato migliori attenzioni, sanzionando in primis i trasgressori (quindi le persone), non potendosi ritenere responsabili, di ciò che accadeva attorno, gli esercizi ( che certo non disponevano di strumenti efficaci per evitare ciò). Ma, ora che i livelli di contagio e soprattutto di occupazione dei posti in terapia intensiva appaiono andare verso livelli preoccupanti, riteniamo inutile pensare ad una riapertura forzata e generalizzata dei locali, che peraltro non servirebbe certo a risollevare le sorti di essi; la clientela sarebbe così esigua da rendere impossibile la gestione.

Occorre invece pensare al presente ed agire per salvaguardare il futuro della ristorazione, che sicuramente è "un fiore all'occhiello" ampiamente riconosciuto della nostra realtà, italiana e locale. "Adda passà a nuttata", ma il rischio (altissimo) è che sopravvivano solo in pochissimi e che la "nostra" ristorazione resti in mano a poche multinazionali, con ogni conseguenza di carattere economico e sociale. E' compito del governo adottare quei provvedimenti ( liquidità, differimento e rateizzazione a lungo termine delle posizioni debitorie col fisco e col sistema bancario) che consentano alle piccole e micro imprese di sopravvivere; ma è compito delle amministrazioni locali, sinora nel migliore dei casi sostanzialmente "latitanti" se non "ostacolanti", rilanciare il turismo e la ristorazione. Occorre la programmazione, parola che è spesso e disinvoltamente sconosciuta dai nostri amministratori.

L'estate del 2020 è stata efficacemente sfruttata in molte località dell'Italia come una occasione di rilancio per il turismo nazionale. Reggio aveva le carte in regola per recitare un ruolo da assoluta protagonista, diventare una "capitale" del divertimento "sostenibile" e "green", un bar - teatro all'aperto con il centro storico chiuso al traffico nelle ore serali, favorendo ed incentivando l'uso di mezzi di trassporto alternativo ( tra cui bici elettriche). Avevamo a suo tempo proposto, in merito, un'idea progetto all'amministrazione comunale, ampiamente richiamata dai media locali: "parole al vento".

Adesso che l'amministrazione Falcomatà è stata "premiata" (riteniamo non per meriti propri) con il conferimento di un nuovo mandato, dobbiamo confidare in un'inversione di tendenza, anche in considerazione dello spessore di alcuni nuovi componenti dell'esecutivo. Ci aspettiamo che vengano programmate, per tempo, razionalmente ed efficacemente, le azioni future atte a tutelare le attività nel settore. Ed è utile rammentare alcuni elementi che hanno caratterizzato negativamente l'operato della precedente amministrazione, nell'auspicio che possano essere rimossi. In primis la catastrofica gestione della questione rifiuti, che andava programmata per tempo, durante il periodo di vigenza del governatore Oliverio. Problema che mette (ancor'oggi) in ginocchio la città, anche al cospetto dell'opinione pubblica nazionale e di potenziali flussi turistici.

L'estate scorsa non solo non è stata attuata alcuna azione atta a rilanciare il settore della ricettività, ma sono stati posti in essere ostacoli incomprensibili ed ingiustificabili: permessi di occupazione suolo pubblico rilasciati solo ad agosto, funzionari degli uffici in "smart working" ma irreperibili, prescrizioni assurde ed inesistenti nel resto d'Italia ( e probabilmente del mondo), quali il posizionamento di improbabili quanto orribili barriere in cemento del tipo autostradale ( new Jersey) a "protezione" delle aree autorizzate. Non sono mancati accanimenti della Polizia Municipale nei confronti dei gestori dei locali, quando al contempo si consentivano e favorivano gli assembramenti per i festeggiamenti della Reggina con tanto di agenti impegnati a transennare le aree riservate. Un'azione populista, corollata anche dal rilascio di "cittadinanza onoraria", che pur con tutto il rispetto che merita la storia della nostra squadra di calcio, fa riflettere. E l'elenco delle inadempienze e delle incongruenze, tuttora da risolvere, sarebbe molto lungo. Segnaliamo solo infine, ma non per ultimo, lo stato di abbandono in cui, nonostante ripetute richieste di intervento rivolte al Sindaco, sono stati lasciati a sopravvivere gli uomini (i "clochard" o i "barboni" che dir si voglia) in un'area a ridosso del Corso Garibaldi e Piazza Duomo (area in cui sono ubicati diversi pubblici esercizi), peraltro in condizioni igieniche inaccettabili.

Noi, come operatori del settore riteniamo che occorre inoltre che l'amministrazione comunale provveda tempestivamente (nei limiti ovvi della legittimità) ad eliminare le imposte locali che gravano sul settore e che vengano riviste le ordinanze sindacali che ne limitano inopportunamente lo sviluppo, tenendo conto che Reggio deve ambire a diventare una città turistica. Occorre inoltre programmare, sin da ora, un'azione strategica che consenta alla città di sfruttare l'enorme potenziale turistico di cui dispone; per far efficacemente ciò serve coinvolgere gli operatori e le associazioni del settore che, come noi, saranno sicuramente disponibili.

Siamo consapevoli delle difficoltà che, nel mondo, ogni governo deve affrontare in questo momento. Non esistono provvedimenti miracolosi, nè serve alimentare tesi complottiste, nè cadere in valutazioni oltremodo allarmistiche.

Si "ciàputimufari", anche noi che operiamo in questo settore. Ma solo con il combinarsi di un'azione adeguata di sostegno al settore da parte dell'amministrazione locale, con opportuni e concreti programmi strategici da parte del governo".