Fronte del Palco
 

Dalla musica alla pittura di Sanzio. Poi l’ascolto della natura: una settimana ricca di iniziative culturali per gli studenti del Liceo Fiorentino di Lamezia Terme

Nella settimana appena conclusa i ragazzi del Liceo Classico F. Fiorentino di Lamezia Terme hanno preso parte agli eventi organizzati dall'associazione Ama Calabria sul territorio lametino. Sono state le classi 3A e 2 C le prime a partecipare alla rassegna dei 17 eventi presso le Terme di Caronte, nella giornata del 9 ottobre, che ha visto ospiti il pianista Gabriel Giannotti e il duo Roberto Noferini per il violino e Donato D'Antonio per la chitarra, seguiti dalla classe 5 A, che ha preso parte allo spettacolo dell'11 ottobre. Il giovanissimo Gabriele Ferrante ha eseguito alcune suite di Bach, accompagnato dal violoncello. I ragazzi hanno avuto l'occasione di cogliere la stessa bellezza e grazia del mondo classico tra le note suonate dagli strumenti. Hanno allenato l'orecchio all'ascolto dei silenzi tra gli spezzoni musicali, si sono uniti ai respiri ritmati dei musicisti, immergendosi completamente nell'armonia.

In ricorrenza del cinquantesimo anniversario della morte di Raffaello Sanzio (rimandata al 2021 causa covid), è stato il Teatro Grandinetti invece ad offrire il palcoscenico alla rassegna dei dipinti dell'artista. A fare da sottofondo, una serie di musiche del seicento, dell'epoca del rinascimento eseguite da Simone Vallerotonda che con il suono del liuto, ha dato voce a uno strumento antico, dell'epoca stessa di Raffaello. Con gli spettacoli hanno portato in scena un genere di musica sempre moderno nonostante i brani siano stati scritti più di un secolo fa, «perché in noi è come se ci fosse un istinto che ci collega a persone, fatti e cose anche se non le abbiamo vissute come i musicisti» hanno spiegato ai ragazzi.

Nella tiepida mattinata del 16 ottobre, l'ultimo evento organizzato dall'Ama Calabria ha visto i ragazzi della 5A coinvolti in una passeggiata lungo il torrente Canne che ha messo alla prova la loro pigrizia. Una escursione speciale – a sentire il racconto di Grazia, studentessa della quinta classe.

In circa 7 km di cammino, i liceali si sono ritrovati ad attraversare le strade più internate della Nicastro vecchia, dove gli antichi abitanti, ai piedi del castello, avevano trovato riparo dagli attacchi musulmani dal mare e vicinanza al bosco che offriva loro legname per i focolari e carboni per i bracieri. «Potrebbero girarci un film" ha detto qualcuno». Proprio in quei vicoletti infatti tutto sembra essere rimasto come un tempo, come l'avvocato ambientalista Francesco Bevilacqua ha spiegato. Allontanandosi dal grigiore cittadino i ragazzi si sono diretti verso il bosco delle ninfe (trasformate in fate in seguito all'avvento del cristianesimo), un "locus amoenus" che hanno attraversato un po' con il fiato corto, ma con tanto entusiasmo. È un posto intriso di mitologia e tradizione che ospita l'antico mulino, "il mulino delle fate", per la macina del grano. Un luogo ricco di simbolismo: l'acqua a dimostrazione dell'eterno divenire della vita e della fertilità, il grano e l'ulivo simbolo delle popolazioni del Sud. Nel percorso, i ragazzi sono stati esortati al silenzio, all'ascolto della natura incontaminata. Francesco Bevilacqua ha invitato loro a guarire dall'"Amnesia dei luoghi", dalla dimenticanza di quei posti abbandonati in passato e mai più ripopolati. Li ha invitati allo Shinrin-yoku, un termine della lingua giapponese che indica un particolare metodo della medicina orientale, "trarre giovamento dall'atmosfera della foresta", per trovare una conciliazione tra l'anima dell'uomo e l'anima dei luoghi, quello che i latini chiamavano Genius Locii (lo spirito protettore dei luoghi).

Al ritorno, i due giovani Giovanni e Rosario Chieffallo, hanno allietato il ristoro dei ragazzi con il suono della fisarmonica.