Cosenza
 

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Dal 31 ottobre al MACA di Acri la mostra di Antonio Saladino

A partire da sabato 31 ottobre 2020, ospitata al MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), è visitabile la mostra personale del Maestro Antonio Saladino (Lamezia Terme, 1950), uno dei più raffinati e colti interpreti della classicità magnogreca in chiave contemporanea. La mostra rientra nell'ambito del progetto Bancartis, grazie al quale, annualmente, il MACA, in collaborazione con l'istituto bancario BCC Mediocrati di Rende (Cs), promuove la mostra dedicata a un artista di origine calabrese, per ravvivare il forte legame territoriale instaurato, sin dalla sua fondazione, nel 2006, dal museo alle pendici della Sila Greca con il suo territorio e le voci creative che ne sono i frutti più rigogliosi.

Le ampie sale del Piano Nobile del settecentesco Palazzo Sanseverino-Falcone, sede del museo, ospitano oltre cinquanta opere scultoree e alcuni bozzetti preparatori realizzati dall'artista, testimonianze vibranti della sua capacità di reinterpretare con eleganza il passato magnogreco della Calabria e farlo proprio attraverso una raffinatezza minimale, un sapiente uso del simbolismo e dei tocchi di cromatismo tipicamente mediterranei che spezzano il candore classico delle sculture, rendendole al tempo stesso atemporali e chiaramente contemporanee.

«Saladino pratica la propria arte muovendosi [...] attraverso una costante attenzione a una forma che prende spunto dall'archeologia e dai preziosi reperti che restituisce al presente dopo essere rimasti occultati per secoli, – scrive il critico d'arte Anselmo Villata, curatore della mostra, nel suo testo in catalogo – creando opere che possono essere lo specchio della storia di ognuno dei fruitori con cui entrano in rapporto dando spunti, indizi ed elementi che invitano a una ricerca interiore. Lo sguardo è indirizzato e focalizzato in modo specifico, così da creare percorsi narrativi che possono allo stesso tempo guardare al singolo e al collettivo, toccare l'identità di un territorio, di un popolo o di un individuo; lo scorrere del tempo universalmente riconosciuto condivide lo spazio dell'opera con il tempo personale del singolo, creando un contesto particolare e unico.»

L'evento, organizzato dalla Oesum Led Icima, rientra nel Progetto "Tentazione Calabria_Maca Events" – Regione Calabria, Promozione e Produzione Culturale 2020.

ANTONIO SALADINO
Dal tempo della storia al tempo dell'opera
A cura di: Anselmo Villata
Luogo: MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)
Palazzo Sanseverino-Falcone – Piazza G. Falcone 1, 87041, Acri (Cs)
La mostra è visitabile dalle ore 15,30 di Sabato 31 ottobre, fino al 29 novembre 2020
Periodo mostra: dal 31 ottobre al 29 novembre 2020
Orario apertura: da martedì a sabato 09:30 - 13:00 — 15:30 - 19:00
domenica 10:15 - 13:00 — 16:15 - 19:00

Sila Officinalis 2020: live su Facebook il 31 ottobre

Sabato 31 ottobre torna Sila Officinalis. L'evento rappresenta un appuntamento importante di confronto sulle tematiche ambientali e sulla valorizzazione del patrimonio naturalistico calabrese. Per questo motivo, nonostante la situazione difficile generata dalla pandemia, i promotori dell'iniziativa, ovvero il Parco Nazionale della Sila, la Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Calabria e il Gruppo Naturalistico Micologico Silano, hanno deciso di rinnovare l'appuntamento con Sila Officinalis optando, però, questa volta per la modalità online.

L'evento sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook del Gruppo Naturalistico Micologico Silano a partire dalle ore 9:30.

Il tema dell'edizione di quest'anno è "La salute delle piante nell'era dell'ecocene". L'epoca geologica dell'antropocene, durante la quale l'ambiente terrestre è stato fortemente condizionato e danneggiato dall'azione umana, ha portato ad un preoccupante inquinamento atmosferico mettendo così a serio rischio l'esistenza stessa di diverse varietà vegetali e animali e della vita umana.
Urge allora un cambiamento radicale di prospettiva che porti alla nascita di una nuova era geologica che metta al centro la tutela dell'ambiente e della vita: l'ecocene.

Nel corso del workshop tecnico si confronteranno una serie di professionisti ed esperti di carattere nazionale appartenenti ad ambiti diversi come la forestazione, le colture agrarie, la climatologia, la divulgazione scientifica giornalistica o la biochimica vegetale.
I relatori cercheranno di fare il punto in merito all'impatto del cambiamento climatico sulla salute delle piante e in generale sul patrimonio naturalistico calabrese. Verranno toccati nello specifico gli effetti sui vari ecotipi del Mediterraneo e sull'ecosistema forestale della Sila. L'approccio dell'evento sarà analitico e propositivo: si cercherà, infatti, di evidenziare i problemi e soprattutto di proporre un nuovo approccio fondato sull'adattamento al climate change e sulla responsabilità dell'azione umana.

Solo per i Dottori Agronomi e i Dottori Forestali, al fine del riconoscimento dei relativi CFP, ai sensi del Regolamento CONAF n. 3/2013, il workshop sarà trasmesso in modalità e-learning previa iscrizione, entro il 30 ottobre, al seguente link: https://bit.ly/2T7a2kV

Per seguire l'evento in streaming sabato 31 a partire dalle 9:30

https://www.facebook.com/gruppomicologicosilano

Igiaba Scego e "La linea del colore" al Premio Sila '49: "Il viaggio come ricerca di libertà è il vero tema del libro"

Mediterranea, africana, somala, romana e romanista. Igiaba Scego si presenta così al pubblico del Premio Sila, nella diretta Facebook attraverso la quale ha presentato il suo libro "La linea del colore", finalista della nona edizione. Un libro che Gemma Cestari ha definito "un grande romanzo storico, anche se in senso apparentemente improprio perché attraverso il tempo e lo spazio ci accompagnano non personaggi realmente esistiti ma tre donne abilmente "inventate", create da Igiaba Scego".

"Ho cercato sul web Lafanu Brown, la pittrice, protagonista del romanzo – confessa Pierpaolo De Salvo, partner dello Scego in questo incontro virtuale – perché nel racconto di Igiaba era diventata reale, viva. Invece Lafanu non è mai esistita. Com'è nata, allora?"

"Mi sono ispirata a due donne realmente esistite – spiega la scrittrice – che hanno entrambe vissuto a Roma nella metà dell'800, entrambe nere, entrambe in cerca di libertà personale e realizzazione professionale in un'epoca in cui queste aspirazioni non erano comuni a molte donne. Due donne che attraverso il viaggio provano a cambiare la propria vita e il proprio destino. Come fanno i migranti del nostro tempo, per i quali il Mediterraneo è diventato una tomba. Per loro e per le donne come Lafanu, mi sono chiesta, cosa c'è dietro a questa scelta? Quali desideri li spingono, quali sogni?"

"Un altro personaggio che spicca nel racconto è Leila, che sembra quasi un tuo alter ego. È così?", chiede De Salvo alla Scego.

"Leila rappresenta la mia generazione – precisa la scrittrice – i migranti adulti, non più giovani, i trenta-quarantenni che sono invisibili per la narrazione mainstream, che tende ad occuparsi solo dei giovanissimi migranti e ignora una generazione davvero poco raccontata."

L'Italia di Lafanu Brown è l'Italia del colonialismo fascista "ma non solo – ci tiene a specificare la Scego – perché il colonialismo è cominciato prima di Mussolini e la situazione è molto più complessa di quello che si crede comunemente. Così come fu complesso il movimento anticolonialista, nel quale confluirono anime diverse, dagli anarchici, ai cattolici, ai socialisti. C'erano i sostenitori convinti dell'una e dell'altra posizione – conclude l'autrice – ma c'era anche (ed erano tanti) chi non sapeva nemmeno perché fosse andato a morire in Africa".

"Il viaggio è un tema cardine – chiede infine De Salvo – ma un'altra chiave importante, secondo me, è il corpo: molto presente, molto potente. È vero?"

"È esattamente così – conviene la Scego – è sempre stato così per me e credo di poter dire che è una caratteristica delle africane e delle afro-discendenti. La nostra corporeità è al centro della nostra vita, perché il nostro corpo a volte mutilato, martoriato, umiliato, deve essere messo al centro. A questi corpi ho cercato di dare anche una lingua, senza edulcorarla e senza standardizzarla".

Infine, una domanda di Pierpaolo De Salvo sulle imminenti elezioni americane.

"La società americana è divisa, lacerata, non l'ho mai vista così. C'è odio e risentimento, anche per causa della questione nera e del movimento Black Lives Matter. Anche il mondo della letteratura è investito da queste nuove istanze che vengono dal mondo black: chiedono più autori neri, ma anche più editor, traduttori. È evidente una spinta verso il futuro – conclude Igiaba Scego – ma non è una spinta che unisce, è un argomento che divide, spacca in due la società e questo è preoccupante, anche in vista delle elezioni di novembre".