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San Basile, il Sai Siproimi accoglie famiglia afgana in fuga da Kabul

Una famiglia afgana, tra quelle evacuate dall'Italia a Kabul, composta da 6 persone, è stata accolta nelle ultime ore a San Basile dal Sai Siproimi gestito dall'associazione don Vincenzo Matrangolo. Si tratta di un nucleo tutto maschile (capofamiglia con figli e nipoti) che farà parte della comunità ospitata nella struttura del comune arbereshe che rafforza la sua identità di centro internazionale di solidarietà per chi scappa da guerre e carestie.

In particolare, la famiglia in fuga dal regime talebano, che ha recentemente ripreso il possesso della capitale afgana, rappresenta il segno della continuità solidale che San Basile ha offerto, come cittadina, dall'inizio del progetto internazionale.

«Siamo sempre stati in prima linea nel dimostrare fattivamente solidarietà ai popoli e alle persone in difficoltà - ha dichiarato Caterina Pugliese, responsabile dei Sai Siproimi di San Basile - e rafforziamo, con l'accoglienza di questa famiglia, il ponte di fratellanza che l'associazione don Vincenzo Matrangolo ha da sempre avuto con il popolo afgano in special modo. Chi fugge da situazioni di pericolo troverà sempre nel nostro centro una porta aperta».

«A San Basile - ha aggiunto il sindaco, Vincenzo Tamburi - tutti gli ospiti del Sai Siproimi troveranno una comunità accogliente, ospitale, dal cuore generoso e dalla capacità di integrarsi con le storie di sofferenza di chi fugge dai conflitti. Oltre alla solidarietà delle parole, - ha aggiunto il primo cittadino - dopo le immagini terribili che abbiamo visto arrivare dall'Afghanistan negli ultimi tempi, è il momento di uscire dalla logica del pietismo e tradursi in fatti concreti. Per questo siamo contenti di poter essere tra le prime comunità calabresi ad aprire le porte a chi fugge dal regime totalitario dei talebani e cerca libertà, diritti e dignità umana».