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Corigliano-Rossano, il Movimento "Vita" continua a crescere. Il Presidente Bruno: "Pandemia banco di prova per volontariato"

"La pandemia è stata il banco di prova per molte realtà associative. In questo anno e mezzo sodalizi come il Movimento per la vita, in linea con quanto previsto dalla recente riforma del Terzo Settore, hanno avuto la possibilità di sperimentare forme di volontariato attivo, andando oltre le tematiche biogiuridiche. Educare alla solidarietà e promuovere vicinanza e prossimità alle categorie più fragili vuole continuare ad essere parte di un percorso che vogliamo condividere con tutti gli altri attori sociali".

È quanto dichiara il Presidente del Movimento per la Vita di Corigliano-Rossano Natale Bruno esprimendo soddisfazione per le numerose adesioni che il sodalizio ha continuato a registrare anche nella fase in cui il mondo dell'associazionismo era privato della possibilità di promuovere incontri ed attività in presenza.

Tra le ultime adesioni, vi è anche quella dell'ex assessore all'ambiente dell'ex Comune di Rossano e attuale vice coordinatore cittadino dell'UDC Giovanni De Simone.

"Andrà ad impreziosire – aggiunge Bruno – la squadra del Movimento Pro Life che abbraccia il mondo della medicina, dell'università, della politica e di tutti quei contesti che trattano i temi della vita e in cui si sviluppano relazioni umane".

Bruno coglie l'occasione per ringraziare il presidente emerito Francesco Saverio Ardito, già presidente del MPV cittadino e attualmente alla guida di FederVita Calabria, per aver portato la testimonianza dell'attività dei soci che operano sul territorio all'Assemblea nazionale del Movimento per la Vita italiano.

"Il contributo che persone come Ardito e Don Antonio Martello offrono alle attività dell'associazione – aggiunge Bruno - è prezioso per continuare a garantire vicinanza ai soggetti più vulnerabili, fragili come possono essere, per esempio, le ragazze madri che nei Centro di Aiuto alla Vita trovano un valido sostegno. Grazie a quanto ereditato da persone come Ardito – prosegue – oggi l'attività pro life riesce a collocarsi come riferimento per numerose persone, soprattutto da un punto di vista dell'informazione e dell'accompagnamento delle fragilità che si incontrano spesso nella vita".

"Non si è né dispensatori di verità né, soprattutto – conclude Bruno - sostituiti nelle scelte libere della persona accompagnata, come ad esempio una donna con una gravidanza difficile. Ma si ha il dovere di tutelare e promuovere la vita".