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Rende (Cs), la Federazione Riformista sulla nuovo Giunta Manna: “Finalmente finito il teatrino”

"Le scelte, ora ufficiali, sul nuovo esecutivo di Rende, hanno un unico effetto positivo sulla città: finalmente finisce il teatrino messo in atto in un periodo drammatico. Altre cose, ben più importanti, avrebbero dovuto essere oggetto di attenzione da parte di chi amministra. Di tutto questo spettacolo, anche in tempi normali, noi tutti avremmo fatto sicuramente a meno, figuriamoci in piena pandemia sanitaria o nel mezzo di una gravissima crisi economica". Così in una nota la Federazione Riformista di Rende.

"Molto è già stato scritto sulle nomine, tutto negativo, tutto condivisibile. Parlare di fine del civismo, o di nuovismo, o qualunque altro "ismo", equivale a dare una caratterizzazione a una fase, che coincide con la gestione Manna, che nulla ha di caratterizzante, se non nei proclami che, in modo puntuale, sono stati disattesi o falliti. Ad essere chiari. Fine del civismo. Ma quando mai Manna è stato veramente espressione di un progetto vero, di natura civica – si legge – è tanto parlare anche di progetto, ma a forzare il concetto, è sempre stato chiaro che dietro un finto "essere lontani" dalla politica, altro non vi erano che forze politiche, o pezzi di esse, mascherate dietro sigle rendesizzate. Manna oggi si difende dalle accuse che la sua giunta è troppo esposta a sinistra, dichiarando come anche le altre forze politiche di destra, sono state accontentate. Manna non è né di destra né di sinistra. Non è nulla; e la sua giunta è un'accozzaglia, un'armata Brancaleone di politicamente anonimi".

"A parlare di nuovismo e a leggere in nomi del nuovo esecutivo, è un attimo a tornare indietro di qualche decennio. Ma quello che deve allarmare, rispetto alla nomina del nuovo esecutivo, è altro. Fino ad oggi, abbiamo parlato di incapacità, inconsistenza amministrativa, gestione tesa a favorire poche persone, da oggi il pericolo è altro – è la conclusione – le logiche che hanno prevalso, nel braccio di ferro che ha portato alle nuove nomine, sono tese alla perdita della autonomia amministrativa di Rende. La centralità che Rende ha espresso, sempre, rispetto al panorama locale e regionale, alla fine della giostra, viene spazzata via. Oggi si determina tutto altrove, su Rende arrivano le decisioni prese. E Manna, e i suoi nominati, sono gli strumenti di tutto questo".