Cosenza
 

Casali del Manco, Cgil: “Le misure contro il Covid non danneggino i lavoratori”

"In riferimento all'ordinanza della Regione Calabria N. 77 del 18 ottobre 2020, nonostante al punto 7 si disponga che il Dipartimento di Prevenzione prosegua l'attività di screening finalizzata all'individuazione e tracciamento delle positività, a tutt'oggi i cittadini dei territori con il maggior numero di positivi, Casali del Manco e Celico, le cosiddette zone rosse, si ritrovano a doversi spostare, con grosso rischio per sé e per l'intera collettività, per poter effettuare i tamponi, a proprie spese, in laboratori privati. A nulla sono valse ad oggi le sollecitazioni da parte del sindaco di Casali del Manco e, immaginiamo, anche del Commissario del comune di Celico". Il segretario generale della Cgil Cosenza Umberto Calabrone scrive così in una nota.

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"Ancora, nella stessa ordinanza si consentono solo gli spostamenti essenziali e, fra questi, quelli per motivi di lavoro; ciononostante molte aziende hanno, in completa autonomia, provveduto ad inviare ai propri dipendenti, residenti nei comuni della Presila, comunicazioni con l'invito a non presentarsi sul posto di lavoro, senza, peraltro, chiarire come dovrebbero essere considerati i giorni di assenza (ferie? CIG?) – prosegue il rappresentante della Cgil – Chiediamo che vengano effettuati al più presto gli screening in tutti i comuni della Presila cosentina e, altresì, un incontro, in conformità con i DPCM in vigore, al fine di chiarire i termini di spostamento da parte dei lavoratori sia all'interno della zona rossa e che verso l'esterno, perché la mancanza di chiarezza verso le comunità della Presila sta portando danni economici e sociali a tutto il territorio".

"Come Cgil Cosenza abbiamo dunque richiesto immediatamente risposte certe al Prefetto di Cosenza, dott.ssa Guercio, al Commissario dell'ASP Cosenza, Dott.ssa Bettelini, fino ad arrivare presidente facente funzioni Antonino Spirlì. Le misure sanitarie e di prevenzione devono tutelare i lavoratori e non danneggiarli" termina così il suo intervento Calabrone.