Cosenza
 

Buoni libro a Cosenza, la Cgil: "Andremo dal prefetto"

"Abbiamo appreso, con stupore, dalla consigliera comunale di Italia Viva, Bianca Rende, che "Il Comune di Cosenza per l'anno 2019 è in dissesto e noi librai della scuola primaria, abbiamo fornito a settembre 2019 i libri per i vostri figli, vantando ad oggi un credito nei confronti dell'ente. Alla luce di tale situazione che ha comportato una notevole crisi finanziaria per le nostre librerie, siamo riusciti a trovare una soluzione per l'anno scolastico 2020/2021. A breve verranno distribuite le cedole e vista la situazione gravosa del 2019 vi invitiamo ad anticipare le somme del costo dei libri che vi restituiremo quando il Comune liquiderà le nostre fatture. Questa procedura è in atto in diverse città italiane ed è facoltativa per i genitori, ma garantirebbe in tempi rapidi il diritto allo studio ai vostri figli".

Nella comunicazione i librai sottolineano che queste nuove indicazioni "non dipendono dai noi librai, già fortemente in crisi per il mancato pagamento della fornitura libri 2019″.

Che il comune di Cosenza vivesse una situazione economica precaria ed incerta era nota da tempo e le conseguenze di una certa gestione finanziaria non sempre trasparente, avevano suscitato non poche perplessità.

Da questa incauta e irresponsabile gestione economica oggi a farne le spese è, tra gli altri, il settore delle librerie che si occupa della gestione dei buoni libro destinati alle famiglie per dotarsi di quanto utile per permettere ai propri figli di seguire in modo sereno il normale percorso scolastico.

Quello che appare sempre più incomprensibile, a fronte di un dato incontrovertibile e cioè che la Regione Calabria ha accreditato al comune di Cosenza una somma di pari a circa 500 mila euro per i buoni libro, stanziamento vincolato e non utile ad essere destinato per altri capitoli di bilancio.

Queste somme che dovevano essere utilizzate per pagare le spettanze dei librai non ci sono più.

Parliamo di un settore già a rischio, le cui difficoltà si sono acuite con la pandemia e ora a maggior rischio poiché speravano di ricevere queste somme dovute da parte del comune per arginare almeno in parte, la crisi economica.

Ma il problema investe anche le famiglie che aspettano il rimborso del buono, mentre per gli studenti si manifesta una evidente violazione del diritto allo studio che un comune che ha a cuore la vita della sua cittadinanza non può lasciare a piedi i più deboli e il cui compito morale ed economico deve essere orientato al pagamento delle spettanze.

Ritenendo che si tratti di un problema spinoso e delicato, la competenza passi al Prefetto di Cosenza, a cui chiederemo a stretto giro un incontro, per accertare le responsabilità di quanto sta accadendo nei confronti di questa categoria e della incapacità della amministrazione comunale commissariata a dare risposte tranquillizzanti nei confronti dei tanti operatori del settore". Lo afferma una nota della segreteria CGIL-Camera del lavoro di Cosenza.