Catanzaro
 

Operazione "Anteo", Gratteri: "Organizzazione spregiudicata, vendeva eroina davanti ai Sert"

gratterinicola26magEroina venduta ai più fragili, a chi stava cercando di disintossicarsi. Per questo si cercavano acquirenti davanti ai Sert, i servizi per le tossicodipendenze. E' quanto messo in atto dall'organizzazione criminale che la Dda di Catanzaro e i carabinieri della Compagnia di Soverato hanno disarticolato nell'ambito dell'operazione denominata "Anteo". Una trentina di persone sono state arrestate in Calabria, Lazio e Lombardia.

"Questi spregiudicati - ha detto il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri - si sono messi davanti ai Sert a vendere droga. E' come dare, per fare un esempio, cioccolatini a un diabetico. Il dramma della tossicodipendenza che riguarda tante famiglie spesso viene messo in secondo piano riguardo alle grandi indagini alle quali siamo abituati. Anche questa è un'indagine importante, non solo perché collegata con famiglie di 'ndrangheta di serie A, penso ai Giorgi e ai Pizzati di San Luca, ma ha portato alla luce un traffico di arsenali comuni e da guerra. Ci muoviamo in un contesto criminale che riguarda tutto il territorio del Soveratese".

L'indagine, ha spiegato il comandante della provinciale di Catanzaro, Antonio Montanaro, ha interessato il territorio compreso tra Chiaravalle, Gasperina, Petrizzi e Cardinale. Tutto e' partito nel 2017 dalla necessita' di scoprire l'origine di piccoli furti mirati a fare incetta di armi. Si e' scoperto che i vertici del gruppo, i fratelli Fabiano, erano in contatto con le cosche vibonesi, come i Mancuso, e del reggino.

"Le armi - ha sostenuto il procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla - venivano utilizzate nelle transazioni con le cosche per la compravendita di droga. Questa capacita' dell'organizzazione di farsi tramite con le cosche vibonesi e reggine e' legata essenzialmente al controllo del territorio. La conoscenza perfetta del territorio montano da parte questa organizzazione consentiva di realizzare scambi tra l'area ionica e l'area tirrenica percorrendo piste inconsuete mettendosi al sicuro rispetto alle attività investigative".

Il capitano della Compagnia di Vibo, Luigi Cipriano, ha sottolineato la "ferocia di questo soggetti che sceglievano le vittime per lo spaccio e per i furti e vendevano anche una nuova sostanza sintetica, uno scarto dell'eroina che crea forte dipendenza".

Sono complessivamente 32 gli indagati nell'ambito dell'operazione "Anteo" coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ed eseguita dai carabinieri contro un'organizzazione dedita al traffico di droga e di armi nell'area del Soveratese e delle Serre vibonesi.

Gli indagati sono Domenico Aiello (49 anni, Palermiti); Raffaele Andreacchio (43 anni, di Guardavalle); Ernesto Bertucci (41 anni, Soverato); Anthony Salvatore Catanzariti (25 anni, Olivadi); Vito Chiefari (36 anni, Torre di Ruggiero); Nensy Vera Chimirri (29 anni, di Nicotera); Giuseppe Corapi (38 anni, San Sostene); Antonio Corrado (53 anni, di Chiaravalle Centrale); Daniele Cortese (31 anni, di Capistrano); Antonio Cuturello (31 anni, Limbadi); Fortunato Demasi (46 anni, Simbario); Damiano Fabiano (30 anni di Cardinale); Francesco Fabiano (25 anni, di Chiaravalle Centrale); Giuseppe Fabiano (37 anni, di Chiaravalle); Mirco Furchi' (28 anni, di Limbadi); Domenico Giorgi (25 anni, Benestare); Domenico Giorgio (41 anni, Chiaravalle Centrale); Luciano Iozzo (58 anni, Chiaravalle Centrale), Salvatore Macri' (33 anni, Chiaravalle Centrale)
Emanuele Mancuso (33 anni, Nicotera); Giuseppe Marco Marchese (33 anni, di Chiaravalle Centrale); Michele Matarese (45 anni, Montepaone); Gianluca Minnella (26 anni, Bovalino); Mirko Pironaci (36 anni, Montepaone); Antonella Procopio (35 anni, Centrache); Bruno Procopio (30 anni, Ardore); Santino Procopio (38 anni, Centrache); Antonio Puntieri (31 anni, Olivadi), Clemente Selvaggio (26 anni Vibo Valentia); Giuseppe Soriano (30 anni, Filandari); Roberto Venuto (43 anni, Olivadi), Rocco Bruno Caruso (51 anni, Sn Vito Jonio). Tra gli indagati figura il nome del collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso. Complessivamente 30 invece le misure cautelari disposte dal Gip. In carcere sono finiti Ernesto Bertucci; Daniele Cortese; Damiano Fabiano; Giuseppe Fabiano; Domenico Giorgi; Domenico Giorgio, Luciano Iozzo; Salvatore Macri'; Giuseppe marco Marchese; Michele Matarese; Gianluca Minnella; Mirko Pironaci; Santino Procopio e Clemente Selvaggio. Agli arresti domiciliari invece Anthony Salvatore Catanzariti; Vito Chiefari; Giuseppe Corapi; Antonio Corrado; Fortunato Demasi; Francesco Fabiano, Antonella Procopio; Antonio Puntieri; Roberto Venuto; Raffaele Andreacchio; Nensy Vera Chimirri; Antonio Cuturello; Mirco Furchi', Giuseppe Soriano e Rocco Bruno Caruso. Infine, per un indagato, Bruno Procopio, è stato disposto l'obbligo di dimora.