Catanzaro
 

Minori corrieri della droga nel Catanzarese, Gratteri: "Cosche spregiudicate"

gratteri301118Erano i vertici della cosca Gallace di Guardavalle a detenere le chiavi dei depositi di droga che si trovavano in case disabitate del paese dello Ionio Catanzarese. E' quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Dda di Catanzaro e condotte dai carabinieri del comando provinciale e della Compagnia di Soverato che hanno portato 11 persone in carcere e 10 ai domiciliari con accuse, a vario titolo, di associazione per delinquere dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti, porto e detenzione di armi clandestine, danneggiamento, con l'aggravante di aver indotto minorenni a commettere reati. Le chiavi non venivano cedute a nessuno per evitare che potessero cadere in mani sbagliate e che i depositi venissero scoperti.

L'operazione denominata "Keys" è la prosecuzione e completamento dell'inchiesta "Molo 13" che una settimana fa ha portato a numerosi arresti di vertici ed affiliati della cosca Gallace.

"Un clan, quello dei Gallace - ha detto il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri - capace di importare droga dal Sud America e poi distribuirla al dettaglio sul territorio di Soverato". Gli indagati, hanno sottolineato il comandante provinciale dei carabinieri Antonio Montanaro e il procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla, hanno messo in atto diversi tentativi per eludere le indagini. In una occasione hanno tagliato dei cavi di corrente lasciando al buio una palazzina di Guardavalle. Lo spaccio si estendeva dal Soveratese alla provincia di Reggio Calabria ha spiegato il comandante della Compagnia di Soverato, Luigi Cipriani.

Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati 7.000 euro in contanti, cocaina e una botola in costruzione che conduceva direttamente nella casa di un indagato. Percorrendo il cunicolo dall'esterno i carabinieri sono riusciti a sorprendere un accoscato entrandogli direttamente in casa.

"Il sempre piu' frequente coinvolgimento di minorenni nella vendita al dettaglio della cocaina denota la spregiudicatezza delle organizzazioni criminali" ha detto Gratteri.

Secondo quanto riferito dal comandante provinciale dei carabinieri di Catanzaro, colonnello Antonio Montanaro, infatti, "gli indagati mettevano in atto tutte le misure possibili per eludere le indagini, al punto che in un'occasione, per danneggiare una telecamera posizionata su un palo dell'illuminazione pubblica hanno tagliato i cavi provocando l'interruzione dell'erogazione dell'energia elettrica nel centro di Guardavalle". Da qui il nome in codice dato all'operazione, "Keys", perche' - hanno spiegato i carabinieri - "il deposito della droga erano alcune case disabitate di Guardavalle le cui chiavi erano detenute e gestite solo dai vertici dell'organizzazione, che non permettevano l'accesso a nessuno, nemmeno ai corrieri, proprio per evitare che le forze dell'ordine venissero a conoscenza del sito".