Catanzaro
 

"Basso profilo”, il ruolo dei commercialisti e del notaio

arresti manette2010416"Le indagini hanno altresì fatto emergere un complesso ed articolato sistema di interazioni tra imprenditori e consulenti fiscali della zona. Nell'indagine figurano infatti due commercialisti, entrambi originari di Roccabernarda (Crotone), con studio fiscale a Catanzaro lido dedicato ai bisogni dell'organizzazione. Gli imprenditori Gallo Antonio e Leone Andrea oggi arrestati gestivano direttamente o per interposta persona, una serie di società cartiere, la cui illegale vita fiscale e ogni altro atto di gestione (trasferimento di sedi, fittizia intestazione a terzi, persino cittadini stranieri non in grado di parlare e comprendere la lingua italiana) avveniva sempre con la consulenza e l'indirizzo deciso dai due commercialisti nella consapevolezza di esercitare la professione favorendo le organizzazioni criminali". E' quanto ricostruisce la Dda di Catanzaro che ha coordinato l'operazione "Basso profilo" contro i maggiori esponenti delle 'ndrine tra le più importanti di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro come 'Bonaventura' 'Aracri', 'Arena' e 'Grande Aracri', nonché di imprenditori di spessore ed esponenti della pubblica amministrazione collusi con le predette organizzazioni criminali. Ne dà notizia l'AdnKronos.

"Le investigazioni - evidenzia la Dda - hanno inoltre consentito di accertare che i professionisti tratti in arresto, in forza delle loro specifiche competenze professionali, avvalendosi di soggetti compiacenti e di società di comodo, hanno fatto fraudolentemente ricorso al credito bancario, predisponendo documentazione fiscale alterata (tra cui bilanci falsi, ovvero la presentazione di false buste paga e dichiarazioni dei redditi) per ottenere indebiti finanziamenti e mutui".

I tecnici e professionisti "sono assai ricercati dalle organizzazioni criminali - sottolinea la Dda -, ed infatti la consorteria è altresì riuscita ad avvicinare un notaio (raggiunto dalla misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Catanzaro unitamente al divieto di esercitare la professione di notaio per la durata di anni 1), per concretizzare il passaggio di quote societarie a cittadini albanesi che, prelevati a Bari provenienti da Durazzo sono stati ospitati a Catanzaro, dotandoli di codice fiscale italiano. Gli albanesi, fittizi intestatari di tante cartiere anche di nuova costituzione, sono stati accompagnati per mano dal notaio per apporre le firme sugli atti predisposti dal professionista senza che questi compiesse i dovuti controlli di adeguata verifica previsti dalla normativa antiriciclaggio". Al servizio dell'associazione dedita al riciclaggio, auto riciclaggio e alla frode fiscale, sottolinea la Dda, "anche una impiegata di Poste Italiane che con la sua condotta, ricompensata con uno stipendio fisso al fratello della donna e altre utilità, ha permesso la monetizzazione delle somme di denaro agevolando il compimento delle operazioni di prelievo da parte degli associati o dei loro incaricati al prelievo, omettendo di segnalare, ancorché obbligata quale intermediario finanziario, le operazioni sospette ai sensi dell'art. 35 del Dlgs 231/2007. L'impiegata compiva direttamente le operazioni su richiesta degli associati, che le consegnavano le carte e i codici pin, dalle carte postepay poi consegnando il denaro prelevato nella disponibilità dell'associazione".