Catanzaro
 

Dpcm, Pisano (Catanzaro con Abramo): “Lunedì in piazza al fianco di ristoratori e gestori dei bar”

"I miei valori da operaio che si sporca le mani sono rimasti fermi in tutti questi anni e continuano a esserlo. Credo nella solidarietà, nell'altruismo, nell'attenzione al prossimo, soprattutto quando si tratta di una persona sola e debole. Continuo a guardare il mondo con gli occhi ingenui di chi adesso spera di 'aiutarlo' dopo aver pensato di poterlo cambiare. Il disagio sociale che sta dilagando per le strade del nostro Paese, e in angoli nemmeno tanto remoti della nostra città, mi causa profonda amarezza, oltre che sconcerto e un dannato senso di impotenza. Rimango atterrito davanti al degrado e alla rabbia sociale che scoppia per le strade e aumenta come conseguenza diretta di un male generato da quel "comunismo virtuoso" che reprime le libertà. Arriva infatti dalla Cina autoritaria che se dice 'tutto chiuso' lo fa come dittatura che reprime, non già come democrazia che chiede al popolo di rinunciare a parte delle libertà personali per la tutela di tutti. Davanti a questo scenario che arriva dall'Estremo Oriente c'è l'impotenza di una vecchia Europa indebolita dalle sue autorità e dalla sua poca autorevolezza. Dicevo di quell'operaio che oggi contribuisce ad amministrare una città capoluogo con tutti i suoi problemi. E che si sente un leone in gabbia, desideroso di trovare e diffondere verità, in cerca di quella giustizia sociale che sembra demagogia o magari utopia, per i marciapiedi delle strade che percorro quotidianamente. I fatti di Napoli, Milano, Torino, Roma, Palermo devono e possono far riflettere tutta la politica e la società civile: potremmo trovarci di fronte a un nuovo '68, oppure a una nuova lotta alla globalizzazione di regimi simil-totalitari. Sperando che non ritornino gli Anni di Piombo o una nuova Piazza Alimonda. Come scongiurare in ogni modo la supremazia della violenza, il riaffiorare di un nuovo terrorismo che ha la faccia dell'estremismo religioso, del razzismo, della xenofobia e della fame? Prima di tutto con l'ascolto, il dialogo, la capacità di dare voce alle masse, anche e soprattutto dove ci sono i tumulti.

"Abbiamo il dovere di scongiurare che la storia racconti di un altro Pinelli, di un altro Placanica, di un'altra Diaz. Neoliberismo sregolato, legalità dei paradisi fiscali, dominio della finanza sull'economia, impoverimento delle classi medie a livello internazionale, aumento dell'ingiustizia sociale, insostenibilità delle politiche economiche fondate sul debito, polarizzazione della distribuzione delle ricchezze, sregolato aumento del potere del privato sul pubblico, delle multinazionali sugli Stati, delle lobby sui parlamenti, la cronica instabilità mediorientale, la diffusione endemica di xenofobia e razzismo.

Possiamo continuare: qui la radice dei problemi più gravi e insopprimibili di ogni tempo e di ogni stagione. Per spiegare al meglio quello che sento basterebbe riascoltare "La domenica delle salme" di De Andrè che racconta della fine del comunismo e, in special modo, della caduta del muro di Berlino. Ecco, non ci serve una struttura societaria gerarchica, abolita con l'instaurazione di una società egalitaria (comunismo) e ora ricostruita e riscoperta con la 'vittoria' del libero mercato a prezzo di grandissimi sacrifici benché tutti sembrano essere in festa. Non ci servono ministri dei temporali in un tripudio di tromboni. Non ci servono ministri della confusione e dei cambiamenti repentini che decidono di chiudere col comunismo e di farsi socialdemocratici. Voglio vivere in una città dove all'ora dell'aperitivo non ci siano spargimenti di sangue o di detersivo.

Lunedì, alle ore 18:30, in piazza Prefettura, i ristoratori e i gestori dei bar, la società civile, i cittadini, hanno deciso di protestare in maniera simbolica e pacifica. Sarò al loro fianco, contro questo Governo nazionale che sta pensando solo a litigare al suo interno. Mi auguro che anche il centrodestra della città, che sul Governo ha opinioni simili a quelle del sottoscritto, sostenga questa battaglia. Non è il momento di pensare a tornate elettorali imminenti come quella delle Regionali. È l'ora di stare a fianco del popolo, della gente comune, delle categorie più colpite dalla pandemia".

Lo afferma, in una dichiarazione, Giuseppe Pisano, capogruppo di Catanzaro con Abramo.