Coronavirus, Guccione (Pd): “Non abbassare la guardia, in Calabria servono ospedali completamente dedicati al Covid”

"Abbassare la guardia sulla pandemia sarebbe un errore gravissimo, considerando anche l'emergere e il diffondersi di nuove e pericolose varianti, come quelle Delta e Delta +". Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale del Pd Carlo Guccione.

"La situazione - aggiunge - e' sicuramente migliorata, ma dobbiamo restare cauti perche', come dimostra la vicenda inglese, il Covid ancora non e' stato sconfitto. Non possiamo permetterci di commettere gli errori del passato, serve aumentare i test su casi sospetti e contatti sintomatici, realizzare efficaci screening e correggere cio' che non ha funzionato durante le ondate della pandemia, soprattutto nella nostra regione. Non si puo' continuare a utilizzare gli ospedali calabresi in modo promiscuo, non separando le normali attivita' dai reparti Covid. Abbiamo bisogno di ospedali completamente dedicati al Covid, per evitare che il contagio si estenda o la diffusione di focolai. Noto troppo rilassatezza in chi ha la responsabilita' di gestire la sanita' calabrese. Ancora mancano, ad esempio, le necessarie risorse utili a garantire il funzionamento dei centri vaccinali, il personale delle Usca (Unita' speciali di continuita' assistenziali) e delle Cot (Centrale operativa territoriale) risulta essere sottostimato e non sono ancora state retribuite le ore di straordinario svolte fino ad oggi (vengono pagate, se va bene, le 20 ore settimanali). Addirittura, l'ultima retribuzione per i giovani precari di Usca e Cot risale allo scorso mese di marzo. E non sono state riconosciute le ore di straordinario effettuate dagli operatori sanitari e amministrativi che hanno inserito sulla piattaforma regionale i dati dei vaccinati. Indennita' che non sono arrivate neanche a medici, infermieri e Oss che giornalmente svolgono le loro funzioni oltre l'orario di lavoro. Il paradosso e' che si pretende il raggiungimento degli obiettivi ma poi non si fa nulla per fare in modo che il personale possa lavorare nel migliore dei modi e con le strumentazioni necessarie. Guarda caso la Calabria e' una delle ultime regioni a non aver utilizzato tutti i fondi Covid del Governo per fronteggiare l'emergenza Covid e per potenziare i servizi, l'assetto assistenziale e mettere in campo le misure necessarie a fronteggiare nuove ondate. Nel frattempo stanno per scadere i contratti a tempo determinato di tantissimi medici, infermieri e Oss che hanno lavorato in questi mesi e avviato la campagna di vaccinazione di massa dei calabresi. Questi contratti devono essere prorogati, non solo per monitorare e avviare una maggiore campagna di screening per la popolazione, ma e' opportuno che la macchina rimanga in moto per evitare il rischio di farsi trovare impreparati di fronte a nuove possibili ondate. Tra l'altro, nonostante le diffide del commissario Longo ad Asp e Aziende ospedaliere, non si e' proceduto a centinaia di assunzioni gia' autorizzate e finanziate dall'Ufficio del commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro".

"Nell'Asp di Cosenza - conclude Guccione - sono stati dati milioni di euro ad aziende private per il servizio di disinfestazione, mentre e' ancora in standby una selezione a tempo determinato di disinfettori muniti di patentino, e sono inoltre previste assunzioni di 34 tecnici disinfettori a tempo indeterminato. Nel frattempo, pero', si continua a privilegiare il privato. A questo punto e' necessario un confronto pubblico con tutti i soggetti e gli attori che hanno, e hanno avuto, un ruolo nella gestione del contrasto della pandemia, in modo da fare il punto su quanto e' accaduto e sta accadendo in Calabria e correggere gli errori fatti in passato, rendendo piu' efficiente l'intero sistema sanitario. E' bene ricordare che la Calabria, ancora oggi, e' l'unica regione a non avere il Piano di contrasto alla pandemia".