‘Ndrangheta e voto di scambio nel Varesotto, ex sindaco di Lonate Pozzolo sceglie il rito abbreviato

L'ex sindaco di Lonate Pozzolo, accusato di essere stato eletto 'barattando' un assessorato in cambio anche di 300 voti della 'Ndrangheta, ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato cosi' come i suoi 4 coimputati mentre il Comune del Varesotto si e' costituito parte civile. La richiesta del rito alternativo e' stata avanzata oggi dalle difese al gup Tiziana Gueli che ha rinviato al prossimo 18 ottobre, giorno in cui prendera' il via il processo a porte chiuse. La vicenda, con al centro un presunto voto di scambio, e' un capitolo della piu' ampia indagine 'Krimisa' coordinata dai pm della Dda milanese Alessandra Cerreti e Cecilia Vassena (ora al dipartimento Affari Internazionali) e che tre anni fa aveva azzerato la locale di Legnano-Lonate Pozzolo e portato a una raffica di arresti.

Oltre a Rivolta, arrestato per corruzione nel 2017 in un'altra inchiesta, sono finiti alla sbarra anche Peppino Falvo, ai tempi coordinatore regionale dei Cristiano Democratici, Francesca Federica De Novara, ex assessore a Lonate Pozzolo, suo padre. l'imprenditore Salvatore De Novara e Cataldo Casoppero, gia' condannato dal Tribunale di Busto Arsizio a 14 anni di reclusione perche' ritenuto affiliato alla locale smantellata. Falvo, come si legge nel capo di imputazione, "fungeva da intermediario" tra Salvatore De Novara e l'ex primo cittadino cosi' da consentire a quest'ultimo di vincere le elezioni del maggio 2014 "con il 45 per cento dei voti, di cui 300 provenienti dalle famiglie calabresi". Rivolta in cambio avrebbe in cambio nominato come assessore alla cultura Francesca Federica De Novara per altro anche nipote di Alfonso Murano, ucciso nel 2006 con sei colpi di pistola mentre era al vertice della locale di Lonate Pozzolo e moglie di Cataldo Malena "luogotenente" di Emanuele De Castro "capo organizzatore della medesima locale". (ANSA)

Creato Venerdì, 18 Giugno 2021 17:33