DemA Calabria: "No alle pale eoliche nei vigneti del Cirò"

"Quello dei parchi eolici è un discorso che in Calabria assume contorni differenti da quelli legati alla produzione di energie alternative. In passato abbiamo visto come gli interessi poco puliti delle cosche abbiano attraversato trasversalmente la disseminazione di pale in ampi pezzi del territorio trasformando di fatto l'idea di energia pulita in circuiti di profitto. La Calabria non ha bisogno di azioni di questo tipo, la sua produzione energetica è in surplus e non ci sono esigenze di immissione in rete. Anzi, e i numeri parlano chiaro, in questi anni abbiamo assistito a dismissioni di centrali e impianti mentre i costi per i cittadini sono aumentati. Sostanzialmente produciamo più delle altre regioni ma paghiamo anche più degli altri". E' quanto si legge in una nota DemA Calabria.

"In questo scenario possiamo dunque capire quanto sia inutile andare a violare le colline dove si produce il vino Cirò per impiantare pale eoliche. Non è questo il senso dello sviluppo sostenibile. Non possiamo che raccogliere l'appello lanciato dal Consorzio di Tutela Vini Doc Cirò e Melissa e dalla condotta Slow Food opponendomi in tutti i modi alla svalorizzazione che, di fatto, subirebbe il prodotto e tutta la filiera locale. Parliamo di un comparto che produce quasi 4 milioni di bottiglie e che da lavoro a centinaia di persone.

La nostra idea di Calabria parte proprio dai territori, dalla rivalorizzazione del tessuto imprenditoriale locale che ha bisogno di aria e non di cemento. L'aggressione al suolo è uno dei problemi che dovremo affrontare non appena avremo modo di sistemare le cose qui in Calabria, così come il tema delle energie che dovranno essere per quanto possibile inserite in un contesto circolare che sia davvero sostenibile. Il cambiamento che vogliamo per la Calabria partirà proprio dall'eliminazione dei grandi interessi privati a favore del bene comune e dell'interesse collettivo, e stiamo lavorando giorno dopo giorno per rendere possibile questa piccola ma grande rivoluzione civile"