Legge contro l'omotransfobia, Spirlì non ha letto il ddl Zan: "Tutto ha un padre e una madre, la natura non si cambia"

spirlicomiziolegadi Walter Alberio - "La Natura non ha previsto interpretazioni sul genere. In Natura, tutto ha 'un Padre e una Madre'. Tutto. Fossero anche sbagliati, ma quelli sono. E non può essere una legge a smentire l'ordine".

Così il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, commentando il ddl Zan, la legge contro l'omotransfobia. Un commento affidato ai social apparentemente senza né capo né coda. Il testo attualmente "fermo" in Senato, infatti, non intende mettere "in discussione" il genere o il ruolo dei genitori, ma semplicemente estendere la legge Mancino - che punisce l'istigazione all'odio e la violenza fondati su caratteristiche come la nazionalità, l'etnia o la religione - all'orientamento sessuale e all'identità di genere, tutelando dunque anche la comunità Lgbt.

Il nome della legge è "Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità". Nulla a che vedere con le recriminazioni sull'identità di genere. L'articolo 4 precisa che "sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla li­bertà delle scelte, purché non idonee a de­terminare il concreto pericolo del compi­mento di atti discriminatori o violenti". Insomma, nessuno vieterà a Spirlì e ai parlamentari della Lega di esprimere la propria opinione sulle politiche di genere e della famiglia, anche perché esiste l'articolo 21 della Costituzione.

Inoltre, l'articolo 5 istituisce il 17 maggio (nel 1990 l'omosessualità viene cancellata dall'elenco delle malattie mentali, ndr) come giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia. La giornata ha lo scopo di "promuovere la cultura del rispetto e dell'inclusione, contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere, in attuazione dei princìpi di uguaglianza e di pari dignità sociale sanciti dalla Costituzione". In occasione di questa giornata, "sono organizzate cerimonie, in­contri e ogni altra iniziativa utile" a sensibilizzare la comunità sul tema. Saranno coinvolte anche le scuole, "nel rispetto del piano triennale dell'offerta" e "del patto educativo di corresponsa­bilità" (e cioè in accordo con studenti e genitori).

Ma il governatore sembra non aver letto il testo della proposta e mette in campo argomentazioni estemporanee: "Che ogni creatura possa (e debba) vivere la propria Vita secondo la personale indole, non sarà nessun altro vivente a poterlo (o doverlo) impedire". Per Spirlì, il ddl rappresenterebbe 'un privilegio' per alcuni: "Fermo restando che nessuno possa imporre a nessuno (men che meno con legge dello Stato) il sovvertimento delle regole. Essere differente da altro non è sbagliato, né reato, tantomeno colpa. Ma - scrive - non è neanche privilegio. Ognuno, per com'è, è tenuto a rispettare le leggi e le regole. E ha l'obbligo di rispettare l'innocenza, che non va violentata con insegnamenti ed esempi menzogneri o partigiani. L'innocenza va accompagnata, non portata al pascolo coi cani da pastore. Alla tutela degli innocenti ci devono pensare, in primis, il Padre e la Madre. La coppia di Genitori. Perché i Genitori - insiste - vanno a coppia, non a paio come i guanti, i gemelli da polsino o i calzini e le scarpe. Il resto è spreco di energie".

Un discorso che termina con il più classico dei 'benaltrismi': "Parliamo di recupero in tempi di pandemia".

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