Apindustria Calabria: "De Magistris candidato governatore per il ripristino della legalità e della giustizia sull'intero territorio"

"Apindustria Calabria, - si legge in una nota - Associazione delle PMI calabresi, non si è mai schierata politicamente, in quanto il suo fine non è politico, ma di supporto e sprone all'economia calabrese, in particolare delle PMI, che ne costituiscono la quasi totalità.

E' proprio per questo supremo motivo, per ridare fiducia alle aziende che rappresenta e dare un proprio contributo per una concreta ristrutturazione della gestione della Calabria, che, oggi, esprime il suo grande apprezzamento per la scesa in campo di un uomo che ha dimostrato di essere fuori del sistema, rischiando a livello personale pur di rimanere coerente con i suoi principi di legalità e pulizia, e ha accettato di subire le conseguenze del suo essere libero, già all'interno di quel tritacarne che i fatti stanno facendo emergere, alla luce di quanto appare dalle inchieste e sugli organi di informazione, e che tutti, comunque, sospettavano esistere.

Oggi, in questo assoluto degrado della politica e del malaffare che regna in Calabria, con quasi totale asservimento delle amministrazioni locali, della burocrazia, ed anche di parte delle istituzioni, siamo all'ultima spiaggia. Non è possibile che sia dovuto arrivare il Dr. Gratteri a Catanzaro perché venisse scoperchiata la pentola di quella che, oltre il confine di Reggio, veniva fatta apparire come un'isola felice di legalità e candore. In questi giorni, da una parte grazie ad una Procura attenta, e, dall'altra grazie alle ammissioni di pezzi del sistema, stanno emergendo condizionamenti pesantissimi della vita politica e sociale operata da un gruppo massomafioso, senza distinzione politica, come pluridecennale consolidato sistema, che, di fatto, ha determinato la distruzione dell'economia, e del vivere, del territorio, a favore di una ristretta pletora di criminali.

E' fuori di dubbio che, se non dall'inizio, almeno gli ultimi vent'anni di gestione della Regione Calabria hanno rappresentato il top del disservizio e della immagine negativa di tutto, e per tutto, il popolo calabrese. Lo sfascio è a qualsiasi livello. E, tanto, non può essere ascritto ad una sola fazione politica. Non solo, infatti, le giunte che si sono succedute sono state sistematicamente e alternativamente di seme opposto, ma, ed è questo quello che maggiormente fa pensare, sono rimaste in carica per l'intera consigliatura (tranne il famoso episodio delle dimissioni di Scopelliti nel 2014, ma solo al quarto anno, e per motivazioni diverse), senza che le reciproche opposizioni si siano arrogate il diritto, e il dovere istituzionale, di contrastarle, tenendosi ben strette le ricche poltrone. Evidentemente, quel che è accaduto in tutte le consigliature era assolutamente in linea con gli accordi, trasversali o meno, tra tutti, rossi, neri, verdi, bianchi e di tutto l'arcobaleno massomafioso. Questa è la realtà che traspare, inoppugnabile.

In questo attuale contesto storico, la Calabria ha una serie di necessità prioritarie che possono essere realizzate con l'opportunità data dai fondi definiti dall'Europa per il disastro pandemico, e nei quali una grande fetta, per l'Italia, è destinata proprio al Sud. Occorre che questa opportunità non venga persa. Occorre che il Sud, e la Calabria, non vengano sbandierati per poter poi destinare le risorse quasi esclusivamente per finanziare il resto d'Italia, lasciando giù poche briciole. Occorre cambiare la storia che si trascina ormai da troppo tempo. Occorre un uomo forte, e soprattutto pulito, non colluso, non rigidamente colorato politicamente, non asservito al sistema, che sappia rappresentare e sostenere i diritti e la forza della Calabria,

Per questo, conferma ApindustriaCalabria, De Magistris può essere il portatore di tali esigenze e rappresentare lui quell'uomo che occorre, forte anche dell'esperienza maturata come amministratore, e va ringraziato per aver dato la propria disponibilità a candidarsi quale governatore, ergendosi a baluardo dei calabresi, probabilmente come mai realmente accaduto finora. Occorreva un uomo non apertamente schierato, un super partes, come ha dimostrato lui da magistrato.

Il fatto che contro De Magistris si siano erti tutti i partiti, rossi, azzurri, verdi ed anche parte dei gialli, e alla presa di distanze di altri, dimostra quanto la sua candidatura possa fare paura alla massomafia che governa il territorio, ed alla mediocrità dei protagonisti asserviti.

Senza volere ripetere quanto già detto da qualcuno, De Magistris a capo della Regione, e Gratteri a capo della Procura del capoluogo, possono innestare insieme la vera rivoluzione in questa terra da sempre abbandonata dalla "nazione" nelle mani della 'ndrangheta, della peggiore massoneria, della burocrazia.

Il pretesto della sua presunta non calabresità, oltre a non essere sostanzialmente vera, attesi i suoi affetti e i suoi trascorsi, si scontra ipocritamente con la realtà dei tanti politici (tra tutti, Occhetto, Bindi, Giovanardi, Salvini), di vario colore, che sono stati eletti qui, e con la verità che i presunti veri calabresi ben poco hanno fatto e dimostrano di essere in grado di fare per la Calabria, per come la storia recente insegna.

Oltre il solito, giustissimo, appello a favore del Ponte, della 106, dell'alta velocità, e quindi dei trasporti e delle comunicazioni, ed anche della diportistica e della portualità, con il conseguente incremento del turismo e dell'economia, ed ancora della sanità, della salvaguardia idrogeologica, tutti temi, questi, di assoluta urgenza per lo sviluppo del territorio, su cui tutti ciarlano ma che nessuno vuole, o sa, veramente realizzare, altro ancora occorre, a più basso e concreto livello.

Tanti sono gli imprenditori puliti della Calabria che tengono nel cassetto progetti di grande respiro, perché non si fidano della politica e della burocrazia che dovrebbe supportarli all'ottenimento dei capitali e delle risorse che necessiterebbero per la loro realizzazione. Dalla logistica, ai trasporti su rotaia, al risparmio dei consumi di acqua potabile e alla desalinizzazione di quella marina, all'energia alternativa, al turismo, all'informatica e telematica, e tanto altro ancora, grande sarebbe la progettualità delle imprese calabresi. Unitamente alla definitiva affermazione del bergamotto, al rilancio delle altre eccellenze agroalimentari calabresi (fichi, annone, cedri, nocciole, castagne, e poi, storicamente, olive e olio, clementine ed altro ancora), finora, nel silenzio e nell'acquiescenza dei nostri rappresentanti, bistrattate a vantaggio di altri regioni e Stati concorrenti, al rientro delle straordinarie risorse intellettuali e professionali sparse in giro per il mondo ad arricchire gli altri, tutto ciò si traduce in finanziamenti, opportunità di lavoro, incremento dell'imprenditoria, strategie, sia politiche che economiche, benessere, sviluppo, sociale innanzitutto.

Oltre le grandi infrastrutture, anche tutto questo deve essere obiettivo di un programma di governo del nostro territorio. Necessita, cioè, un reale supporto all'intraprendere.

Al primo punto di un vero programma, adeguato alla Calabria, comunque, va posto il ridisegno della burocrazia regionale, togliendo dalla dirigenza gli ormai lisi, in quanto spesso corrotti e collusi, elefanti, che sono stati e sono un freno per le PMI fuori dal giro, e, alla fine, per l'economia del territorio tutto. Per quanto si percepisce dalle inchieste, e quanto appare sui massmedia, è indubbio, infatti, che, da tempo, burocrazia significa massomafia al potere. Come pure è indubbio che, affinché un sistema possa maramaldeggiare su un territorio, si avvale di coperture nel mondo istituzionale.

E tale pattume va stroncato.

Un vero programma per la Calabria deve porsi l'obiettivo del diffuso ripristino della legalità e della giustizia sull'intero territorio, e al recupero della dignità, e dell'onore, dei Calabresi.

Tanto, conclude ApidustriaCalabria, ci si aspetta e si chiede al De Magistris governatore, lontano dalle logiche di partito. E siamo certi che De Magistris, con il supporto delle istituzioni sane e della parte civile della Calabria, che rappresentano i più di questa terra, saprà riuscirci. Non abbiamo alternative".