Centenario PCI, il PCL: “Le nostre radici più forti delle censure”

"Il Partito Comunista dei Lavoratori non è certamente sorpreso dall'oscuramento mediatico, quasi totale, avvenuto in occasione della ricorrenza del centenario della nascita del PCDI". È quanto si legge in una nota.

"Il PCL è, oggi, l'unico erede delle radici rivoluzionarie del '21, e l'unico soggetto che denunciando la mostruosa degenerazione stalino-burocratica sfociata poi nell'autoliquidazione del PC, rivendica la continuità della matrice marxista e rivoluzionaria di Antonio Gramsci e cerca di attualizzarla in Italia come nel mondo con la proposta di un governo dei lavoratori, proposta tanto più urgente nel quadro di questo tragico presente caratterizzato dalla purulenza del capitalismo – è la conclusione – mentre al PCL veniva, quasi da tutti, riservato il silenzio suonava il concerto di vecchi tromboni notabilari e di piccole pedine dei più stravaganti paesaggi governisti che nulla hanno da fare con quella nascita e con la sua progettualità rivoluzionaria che oggi viene vilipesa oggi anche con censure poco illuminate".