Recovery Plan, Oliverio striglia il Governo: "Nuovo testo penalizza la Calabria. L'Alta Velocità si ferma a Salerno e si favoriscono i porti del Nord"

oliveriomario181218"Il testo del nuovo "Piano di ripresa e resilienza" (più noto come Next generation Italia), presentato al Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2021, non solo non migliora le analisi e le proposte sul Mezzogiorno, ma ne aggrava le prospettive in particolare per la Calabria". Lo sostiene l'ex governatore della Calabria, Mario Oliverio.

"Un'analisi assolutamente inadeguata, incredibilmente distante – spiega Oliverio – dalle valutazioni emerse nel ricco ed intenso dibattito di questi mesi che ha registrato l'intervento di autorevoli meridionalisti ed economisti, di rappresentanze istituzionali e di centri di elaborazione e di ricerca. Quel che più colpisce è l'assenza, all'interno delle grandi scelte strategiche, di proposte concrete di sviluppo del Mezzogiorno e della Calabria. Penso alla programmazione sulle infrastrutture, ai temi della sicurezza del territorio, a quello dei servizi a partire dalla Sanità e della riorganizzazione amministrativa dello Stato.

Secondo l'ex presidente della Regione, "tra le inadempienze più clamorose ci sono le questioni dell'alta velocità e del sistema portuale. Si conferma una vecchia impostazione delle Ferrovie dello Stato, subita passivamente dai governi nazionali compreso l'attuale e contrastata dalla Giunta regionale da me presieduta, di fermare l'alta velocità a Salerno (ad eccezione degli interventi precedentemente previsti sulla direttrice per Bari); al contrario per la direttrice verso la Calabria e la Sicilia, si indica una mera 'velocizzazione'. Un tradimento clamoroso di annunci e di impegni anche recenti. Nulla di concreto per le infrastrutture lineari stradali tranne la riconferma di interventi già previsti e finanziati in particolare lungo la dorsale ionica.

"Una vera e propria truffa – tuona -, a esclusivo vantaggio dei porti del Nord, è quella relativa ai grandi porti del Mezzogiorno a partire da Gioia Tauro. L'unico elemento di concretezza, ridicolo rispetto alle necessità di sviluppo, è relativo ai porti del sistema dello Stretto, per i quali ci si limita a interventi di efficientamento energetico. Si rischia così di vanificare i grandi sforzi realizzati per fare uscire il porto di Gioia Tauro dalla crisi con un graduale riposizionamento sul mercato dei traffici internazionali delle merci.

Parole vaghe – continua Oliverio - su altri settori con la circostanza che la presunta destinazione del 67% delle risorse al Mezzogiorno, non si evince dal merito delle proposte fatte. In alcuni casi, come per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, la proposta del Governo è al di sotto di quanto finanziato ed avviato dalla Giunta regionale della Calabria negli anni scorsi.

La Calabria deve contrastare adeguatamente e subito questo progetto che ipoteca programmi e risorse per il prossimo decennio.

Il Governo non può approfittare dell'attuale condizione di debolezza politica ed istituzionale della Calabria per compiere scelte che sarebbero un vero e proprio colpo mortale alle aspettative di sviluppo economico e sociale, di crescita delle imprese e di occupazione in particolare dei giovani e dello donne.

La Calabria – conclude - non può perdere questa opportunità: sarebbe una grave e negativa ipoteca sul suo futuro".