Di Natale: "Il Consiglio Regionale si occupa di tutto tranne che dell'emergenza sanitaria"

"Nonostante i miei appelli, quelli dei calabresi onesti e, non per ultimo, il monito del collega On. Marcello Anastasi, quello che si sta verificando a Palazzo Campanella rappresenta l'ennesimo atto inqualificabile perpetrato ai danni dei cittadini, nonché il fallimento di questa classe politica. Domani, in consiglio regionale, non si discuterà di ospedale da riaprire". È la denuncia pubblica del vicepresidente della commissione regionale Anti 'Ndrangheta, On. Graziano Di Natale.
L'esponente politico prosegue in un durissimo attacco: "Non mi capacito. Non esiste un senso logico a tutto ciò. Ho chiesto, supportato da migliaia di calabresi, che il Consiglio Regionale di domani desse un atto di indirizzo valido alla riapertura delle strutture sanitarie chiuse ma la giunta regionale, in un momento simile, complice l'incertezza del Governo Centrale, preferisce discutere in aula di parchi marini, di comunità Arbereshe di Calabria, di comunità Occitana e di tante altre tematiche, di sicuro d'interesse ma che in questo momento storico, cozzano con la sete di risposte e di giustizia di un territorio martoriato dalla più palese incapacità amministrativa".


Non un punto di discussione sull'emergenza sanitaria in corso e sulla necessità di trovare posti letto per i malati. Di Natale a riguardo, nonostante gli appelli, rompendo il tono istituzionale, rincara la dose lanciandosi in un chiaro atto teso a demolire la credibilità politica della regione Calabria.
"A questa vergogna mi ribello e sono pronto a dare battaglia. Per noi tutti, per quanti, come me, credono che la Calabria non sia questa. E' giunto il momento di dire basta a questo modo indecoroso di gestire la cosa pubblica ignorando, volutamente, le istanze del territorio che ha eletto questi signori. Consapevole del ruolo in seno alla massima istituzione regionale -conclude Di Natale- sono pronto a qualsiasi azione eclatante affinché il consiglio regionale possa avere quel dignitoso scatto d'orgoglio necessario a tutelare i Calabresi".