+++++Ultim'ora+++++  Il Governo allenta le restrizioni: la Calabria è "zona arancione". 

Finalmente il commissario alla Sanità calabrese: è Guido Longo. E' stato questore a Reggio Calabria e prefetto a Vibo Valentia

Fisascat Cisl Calabria in piazza per i lavoratori del settore pulizie: subito il rinnovo del Contratto e il riconoscimento di diritti e dignità

La Fisascat Cisl Calabria, unitamente alla Filcams Cgil e Uiltrasporti, scenderà in piazza Prefettura a Catanzaro domani 21 ottobre a partire dalle 14 per chiedere interventi urgenti ed improrogabili a favore dei lavoratori addetti nel settore delle pulizie. Sono circa cinquanta mila in tutta Italia, lavoratori invisibili ma essenziali, eppure senza contratto nazionale del lavoro da sette anni.

Lavorano nelle pubbliche amministrazioni, negli ospedali, nelle scuole, case di riposo, università, uffici pubblici (Comuni, Tribunali, ecc) poste, banche, assicurazioni, centri commerciali, negozi, fabbriche. Non si sono mai fermati, anche durante il lockdown, durante i mesi caldi della pandemia, quelli che hanno visto molti al sicuro nelle loro case. Il tutto con stipendi da fame con i quali spesso mantengono interi nuclei familiari, non riuscendo nemmeno ad arrivare alla seconda metà del mese.

«È il momento di mettere un punto – afferma il segretario regionale Fisascat Cisl Fortunato Lo Papa – chiediamo alle associazioni datoriali di rinnovare il Ccnl dei lavoratori del settore. È inammissibile che siano passati sette anni senza che questo venisse rinnovato. Chiediamo certezze, tutele e riconoscimenti per chi si spende quotidianamente anche in condizioni di rischio».

«Non possiamo accettare appalti al massimo ribasso, dumping contrattuale, discriminazione delle regole vigenti per i lavoratori pubblici e privati», incalza ancora il sindacalista. «Non esistono lavoratori di serie A e B. Non vogliamo che si abusi di termini come "eroi" o simili, ma che vengano riconosciuti i loro diritti e il ruolo che questi esercitano all'interno di un sistema ramificato e complesso. Le imprese – conclude Lo Papa - devono assumere consapevolezza sociale. Non ci fermeremo. Vogliamo dignità e diritti».