Coronavirus, Klaus Davi: "Patti con la mafia? Nord sarà in pole position"

«Si è innescata un'accademica discussione sul fatto che le organizzazioni criminali spingeranno il Sud alle rivolte sociali. Il dibattito è stato avviato da alcuni esponenti del Partito democratico (poi seguiti da altri...) che in questi anni, invece di preoccuparsi dell'Expo e del ricco Nord, hanno condannato (in questo aiutati da tutta la classe politica) il Mezzogiorno alla morte sociale, sanitaria ed economica. Ora, per giustificare la loro conversione agli 'happy fews', i politici scoprono che la mafia aizzerà le folle affamate di Calabria, Sicila, Puglia.

Come se la fame fosse solo un effetto del virus! Noi lo diciamo da anni, già da quando il Pd, soprattutto quello lombardo e milanese, si rivolgeva dall'altra parte, alla 'Milano che non si ferma mai' dei Sala che in piena epidemia aizzavano le folle a contagiarsi. In realtà, siamo praticamente certi che i patti più lucrosi con le organizzazioni mafiose verranno stretti a Milano, Torino, nel Veneto e in Emilia Romagna. Ma si parlerà sempre e solo del Sud mafioso dimenticando che il primo cliente della 'Ndrangheta sono i milanesi consumatori convinti e accaniti di cocaina, come dimostrò il professor Silvio Garattini analizzando le acque della nostra bella città». Lo dichiara il massmediologo Klaus Davi, imprenditore della comunicazione nonché consigliere comunale a San Luca (RC), il quale conclude: «Non dimentichiamoci che la 'Ndrangheta si è infiltrata ampiamente in Fiera Milano, in Regione Lombardia, nel Comune di Milano. Che famiglie di 'Ndrangheta controllano interi territori del milanese, del comasco, del pavese. Che la politica della sanità lombarda ha lasciato sul terreno migliaia di morti. Il ricco Nord 'democratico' se l'è già dimenticato».