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Crotone, concluso il laboratorio di ascolto "Il fumo delle ciminiere": uno spaccato tra dialetto e tradizioni Crotonesi

Con "Il fumo delle ciminiere" si conclude il laboratorio di ascolto promosso dal Lions Club Hera Lacina nell'ambito del progetto Biblioteca Casa di Quartiere " Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. libro ovunque", (Piano Cultura Futuro Urbano del Mibact), promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Crotone.

Un ultimo spaccato di vita vissuta raccontato da Bruno Tassone, perito industriale, scrittore e poeta, che ha fatto del dialetto crotonese il suo codice espressivo privilegiato, ricevendone significative gratificazioni.

Bruno, sollecitato da Francesco Livadoti, racconta la storia del feudo che diventa città quando il bracciante abbandona la zappa e indossa la tuta.

Delle porte che si aprono all'ingegnere, venuto dal nord, per spiegare come funzionano le macchine e di chi viene da ogni parte del sud Italia a lavorare nella "cattedrale del benessere".

Tassone parla del sincretismo culturale che incide sul modo di essere e di pensare: "lussu e pichetti", della voglia di apparire; e del nostro dialetto che, in virtù della "contaminazione" con altri suoni, diventa più ricco.

Il destino dei ragazzi non è più legato alla terra, ma al sogno di un camice bianco, quello di un tecnico che l'Istituto "Donegani" comincia a formare e che partono senza più la valigia di cartone.

Il ricordo di Pasolini, di Ungaretti, di Moravia, di Repaci.

E la Chiesa: un arcivescovo, un uomo, mons. Agostino che, quando avverte che il sogno è finito e la terra brucia, entra in fabbrica per parlare con chi sa di avere perso tutto, perché l'industria pesante non ha più ragione di essere

Infine, il malessere che gli scheletri dei forni e il fumo delle ciminiere hanno portato e la ricerca di un nuovo futuro.