Vibo Valentia
 

Detenuti, il garante Siviglia incontra Callipo: “Dialogo su consolidamento percorsi lavorativi stabili”

"Continua il 'viaggio nelle carceri calabresi' del Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Agostino Siviglia, al fine di verificare le condizioni strutturali e di vita all'interno degli istituti penitenziari della Regione Calabria, di cui darà una prima restituzione pubblica il prossimo lunedì 28 ottobre, alle ore 10:30, presso la Sala Giuditta Levato, in occasione della presentazione delle "Linee Guida dell'attività istituzionale del Garante Regionale".

Vale la pena, tuttavia, di segnalare fin d'ora - è scritto nella nota stampa del Garante - la preziosa prassi realizzata oramai da quattro anni presso l'istituto penitenziario di Vibo Valentia, visitato nei giorni scorsi dal Garante Siviglia, grazie alla collaborazione dell'Amministrazione Penitenziaria con la famiglia Callipo, ed in particolare grazie all'intuizione di Giacinto Callipo, primogenito di Filippo, che, anche quest'anno, ha assunto, a tempo determinato, sette detenuti del carcere di Vibo, per il confezionamento di 120.000 cassette natalizie contenenti un minimo ed un massimo di conserve di tonno, che vanno rispettivamente da 2 a 20.

Certamente, a parere del Garante Regionale, questo tipo di sostegno lavorativo, da parte cioè di una impresa esterna al carcere, costituisce la via maestra per il più efficace trattamento penitenziario rieducativo, fondato, fra l'altro, proprio sul lavoro intramurario. Il Garante Siviglia, pertanto, dopo la visita all'istituto dì Vibo, si è recato presso l'azienda Callipo per incontrare il Giacinto Callipo, al fine di avviare una interlocuzione costante con l'impresa di tonno più nota della Calabria, tesa a rendere permanente questa collaborazione lavorativa dentro il carcere, ma anche in fase post-penitenziaria, vista la disponibilità in tal senso espressa dallo stesso Filippo Callipo. Per vero, l'azienda Callipo ha espresso la propria disponibilità a strutturare e sostenere percorsi lavorativi stabili volti al reinserimento sociale dei detenuti, anche in misura alternativa alla detenzione o ammessi dalla Magistratura di Sorveglianza al lavoro all'esterno. È evidente che il consolidamento di una simile prassi costituirebbe uno snodo cruciale nell'ottica della rieducazione penale e del reinserimento socio-lavorativo delle persone provenienti dai circuiti penali, mediante un'opera esiziale di reinserimento legale nella società, fondata sul lavoro.

Va da sé che, soprattutto, alle nostre latitudini, un simile segnale di legalità, costituzionalmente orientato, se accompagnato e consolidato nel tempo, può diventare prorompente – è scritto nella nota dell'ufficio del garante regionale dei detenuti - nell'ottica della riabilitazione penale e della graduale sottrazione delle persone che hanno delinquito dai tentacoli della devianza e della criminalità. E' bene rammentare, in effetti, che i detenuti selezionati dalla Direzione dell'istituto penitenziario, con l'imprescindibile vaglio della Magistratura di Sorveglianza, per essere contrattualizzati dall'impresa Callipo, devono serbare un comportamento progressivamente orientato alla revisione critica del proprio vissuto, conformandosi ai valori portanti della legalità, oltre che al più scrupoloso rispetto degli impegni lavorativi assunti. In tal senso, un ruolo fondamentale stanno svolgendo le tre dipendenti dell'azienda Callipo che, quotidianamente, varcano i cancelli del carcere di Vibo Valentia per formare i detenuti al lavoro, coordinandone l'attività. Il Garante Siviglia auspica, pertanto, che altri imprenditori calabresi seguano l'esempio dell'azienda Callipo ed in tal senso, l'opera del Garante, conclude Agostino Siviglia, sarà instancabile, al fine di accorciare e qualificare sempre di più le distanze fra il carcere e la società. Perché il carcere non è una società a parte, ma una parte della società."