Vibo Valentia
 

Oliverio a Dasà (VV): “Il rilancio dei piccoli comuni parte dalla scuola”

Posticipata di un giorno l'inaugurazione del nuovo anno scolastico per la partecipazione alla trasmissione televisiva "Presa Diretta" su Raitre, stamattina il Presidente della Regione Mario Oliverio non ha voluto assolutamente mancare all'incontro con alunni, personale docente e non docente, genitori e cittadini che si è svolto nel comune di Dasà per la consegna ufficiale e la benedizione del nuovo edificio scolastico officiata dal parroco della comunità don Bernardino Comerci. All'incontro, introdotto dal sindaco del piccolo centro delle serre vibonesi, Raffaele Scaturchio, sono intervenuti anche il dirigente scolastico Concetta Perri e il progettista e direttore dei lavori Antonio Malvindi. Presenti anche i sindaci di Arena e Acquaro, il consigliere regionale Vincenzo Mirabello e l'ex consigliere regionale Pietro Giamborrino.
Dopo aver evidenziato che i lavori di ristrutturazione, completamento e messa in sicurezza dell'edificio scolastico sono stati totalmente finanziati dalla Regione Calabria per un importo complessivo pari a circa 800 mila euro, il primo cittadino ha ringraziato il presidente Oliverio e la Giunta regionale anche per altri finanziamenti che sono stati destinati al suo comune e che riguardano l'ampliamento e la ristrutturazione del cimitero comunale, l'efficientamento energetico e l'ampliamento dell'illuminazione pubblica, il potenziamento del servizio di raccolta differenziata con un finanziamento destinato all'acquisto di ausili e di un veicolo adatto alla raccolta dei rifiuti porta a porta.

"Sono venuto a Dasà assai volentieri -ha detto il Presidente Oliverio- perché considero i piccoli comuni, soprattutto quelli più distanti dai centri naggiori, una realtà importante che deve essere adeguatamente considerata, valorizzata e sostenuta. Per troppo tempo i piccoli comuni e soprattutto quelli delle aree interne, sono stati oggetto di un processo di abbandono e spopolamento. Per questo motivo abbiamo scelto di investire nella scuola che è il primo luogo che consente alle famiglie di rimanere nel luogo in cui hanno avuto origine. Mentre siamo qui altri interventi sono in atto nei vicini comuni di Acquaro e Arena e in tanti altri comuni della Calabria. Abbiamo scelto, in una regione come la nostra ad altissimo rischio sismico, di investire per rendere le nostre scuole sicure. Sono già 750 gli edifici scolastici oggetto di investimento. I primi risultati sono davanti ai vostri occhi. Gli effetti di una buona amministrazione si vedono quando si affrontano problemi di carattere strutturale e per noi, in questi anni, la scuola è stata e continua ad essere una priorità. Nei prossimi mesi ne saranno completate centinaia in tutta la Calabria. Anche quei comuni che non sono rientrati nei primi finanziamenti, ne beneficieranno. Proprio in questi giorni abbiamo pubblicato in preinformazione sul sito della Regione un nuovo bando aperto che consentirà anche a quei comuni che non hanno ottenuto risorse di poter accedere ai finanziamenti. Abbiamo preparato, inoltre, un nuovo bando per sostenere i comuni nella progettazione delle opere, per consentire alle amministrazioni, che spesso non hanno risorse per finanziare i progetti, di portare a buon fine il finanziamento ottenuto. Un terzo avviso, infine, riguarderà l'elenco dei progettisti da impegnare nella realizzazione delle opere per consentire la partecipazione del maggior numero possibile di professionisti. La realizzazione di questo programma consentirà alla Calabria, nell'arco dei prossimi tre anni, di passare dall'ultimo al primo posto tra le regioni italiane per quanto riguarda la messa in sicurezza dei suoi edifici scolastici".
"Abbiamo investito sulle scuole -ha proseguito Oliverio- non solo per assicurare ai nostri figli la sicurezza necessaria, ma anche per consentire loro un'adeguata formazione. Investire sulla formazione significa investire sul futuro. Anche per questo abbiamo destinato risorse importanti per garantire a tutti il diritto allo studio. Cinque anni fa su 100 giovani che frequentavano le nostre università solo il 34% degli aventi diritto otteneva la borsa di studio. Tutti gli altri rimanevano esclusi. Oggi tutti i ragazzi e le ragazze che frequentano le nostre università e vivono in famiglie con condizioni di reddito insufficienti a poter sopportare le spese e il sostegno agli studi dei loro figli, usufruiscono di una borsa di studio. Non ci devono più essere scuole di serie A e scuole di serie B. Per questo motivo in questi anni ci siamo battuti ed impegnati perché la logica dei numeri non prevalesse sul bisogno. Il criterio per cui, soprattutto nelle nostre aree interne, quando non si raggiunge un certo numero di alunni si chiudono le scuole, ha portato all'accelerazione della desertificazione dei piccoli comuni. Noi continueremo a batterci per contrastare questa impostazione. La scuola ha un'importanza fondamentale soprattutto nei piccoli centri non solo perché contribuisce a trattenere in loco le famiglie, ma anche perché garantisce la prosecuzione degli studi a tutti. Da qui, dalla periferia, dai piccoli comuni si deve ripartire se realmente si vuole costruire uno sviluppo sostenibile delle nostre comunità".
"Il sostegno alla scuola -ha concluso Oliverio- è il primo fattore per valorizzare le identità e garantire un futuro alle comunità".