Vibo Valentia
 

Furti di mezzi e riciclaggio nel Vibonese: i nomi degli arrestati

escavatore2Gran parte dei mezzi di cantiere rubati dall'organizzazione criminale sgominata con l'operazione condotta stamattina dalla Polizia stradale di Vibo Valentia, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi (che ha portato all'arresto di sette persone ed alla notifica di due obblighi di dimora), venivano venduti online.

L'organizzazione avrebbe dimostrato una particolare spregiudicatezza nell'utilizzo di internet, che serviva per condividere immagini e descrivere le caratteristiche dei mezzi provento dei furti, con l'attivazione di un giro vorticoso di contatti anche all'estero.

L'indagine che ha portato agli arresti ha preso avvio dal furto di un escavatore commesso nel marzo del 2016 all'interno di un cantiere dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria. L'attivita' investigativa che ne e' scaturita, con l'utilizzo delle immagini registrate dalle telecamere del sistema di videosorveglianza, ha consentito di ricollegare al furto un'autovettura risultata nella disponibilita' di uno dei promotori del gruppo criminale. Le successive indagini hanno portato all'individuazione di un gruppo di persone che, a vario titolo e con ruoli differenti, erano dediti ai furti di escavatori, Bobcat e pale meccaniche, all'interno sia di cantieri che di locali privati. I mezzi venivano poi taroccati nei dati identificativi, con la falsificandone dei documenti. Il raggio d'azione dell'organizzazione criminale partiva dal litorale tirrenico vibonese per poi estendersi nella Piana di Gioia Tauro e giungere fino al nord Italia, ed in particolare nel circondario di Brescia e Milano. Le indagini ed i controlli della Polizia stradale hanno portato, in un'occasione, al ritrovamento di quattro mezzi di cantiere rubati che erano stati nascosti all'interno di un autoarticolato, partito da Brescia e fermato in autostrada nel vibonese, la cui destinazione era il rosarnese, dove i mezzi sarebbero stati taroccati.

Decisivi, per il buon esito dell'indagine, sono stati i riscontri bancari sui pagamenti dei veicoli taroccati ad opera di ignari acquirenti, effettuati perlopiu' con assegni e bonifici collegabili all'organizzazione. L'inchiesta giudiziaria che ha portato agli arresti e' stata condotta dalla Procura della Repubblica di Palmi, diretta da Ottavio Sferlazza. Titolare del fascicolo e' stato il sostituto procuratore Salvatore Rossello.

I mezzi recuperati hanno un valore di oltre un milione di euro e sono stati restituiti ai legittimi proprietari. Individuata anche una tipografia di Laureana di Borrello (RC) che provvedeva a stampare documentazione fasulla utile per la rimessa in circolazione dei mezzi. La posizione dei titolari della tipografia e' al vaglio degli inquirenti.

Le persone arrestate dalla Polizia stradale e condotte in carcere nell'ambito dell'operazione, denominata "Lince rossa" contro l'organizzazione criminale dedita ai furti di mezzi di cantiere, sono Salvatore Schiavone, di 43 anni, di Nicotera; Pasquale Napoli, di 56, di Melicucco, e Rocco Pesce, di 47, di Rosarno.

Gli arresti domiciliari sono stati disposti per Gaetano Rao, di 39 anni, di Rosarno; Antonio Panzitta, di 40, di Rombiolo; Vittorio Schiavone, di 55, originario di San Calogero ma residente nel bresciano, e Rocco Minzoturo, di 48, nato a Taurianova ma domiciliato a Cinisello Balsamo.

I due provvedimenti di obblighi di dimora, infine, sono stati notificati ad Angelo Navarra, di 51 anni, di Rombiolo, e Antonio Zangari, di 46, domiciliato a Laureana di Borrello.